«Siamo ormai al paradosso». Assessori comunali
che rivendicano i lavori
dell’amministarzione
provinciale su via Ninfina,
più conosciuta come strada
delle Coste di Sezze. Senza
dubbio i lavori procedono a
rilento, causa le intemperie
e la necessità di ripartire da
zero, ovvero il riempimento
delle canalette di scolo,
che resteranno, c’è da augurasi,
più in basso rispetto
all’asse stradale. Nonostante
ciò, la politica setina
rivendica come proprio
l’operato altrui.
Benché, va ricordato, il
sindaco di Sezze, Andrea
Campoli, abbia votato contro
il bilancio provinciale,
laddove si prevedevano anche
opere di pubblica utilità.
Ma nel gioco delle tre
carte, avendo la maledetta
strada mietuto vite umane,
si salta sul carrozzone per
rivendicare luoghi ed azioni
di cui invece non si è che
meri spettatori. Né più né
meno di un qualsiasi altro
cittadino.
La vicenda delle rivendicazioni
assessorili ha fatto
trasecolare il Popolo delle
Libertà setino che con fiumi
di comunicati stampa
ha assalito anche chi di
rado «gode» dell’opportunità
di leggere simili esternazioni,
dai contorni, vaghi,
quanto inusuali e sempre
con fini a dir poco
propagandistici. Così il capogruppo
della PdL, Roberto
Reginaldi, ed il consigliere
Antonio Piccolo,
hanno fatto rilevare, con
osservazioni distinte e dettagliate,
come in ogni caso,
la giunta Campoli non solo
«abbia abbandonato le
strade delle periferie e
quelle cittadine dimenticando
le promesse elettorali
». Ma sia altrove, in
tema di buche, scarichi
malfunzionanti, segnaletica,
rotonde «private» e
pubbliche «che invece la
fanno da padrone in tutto il
territorio». Inoltre, continuano
gli esponenti del
Pdl, «ci si permette anche il
lusso, come esponenti di
una lista civica di maggioranza,
di emettere bollettini
sullo stato di avanzamento
dei lavori finanziati
dalla giunta guidata da Armando
Cusani rivendicandoli
come propri».
Oltre le rivendicazioni c’è
da constatare come Sezze
ormai rappresenti appieno
quella «deregulation» morale
fatta di politica delle
«pacche sulle spalle», incarnando
felicemente
quello spirito privo di identità
e regole dove tutto è
possibile, purchè nessuno
dica.
Un paese bello e ricco di
storia, disastrato e irragionevole
come solo Sezze è
potuto diventare, grazie
agli appetiti di chi finge di
amarlo lasciando che gli
scarichi delle proprie fogne
raggiungano felicemente
la pianura.
Elisa Fiore (26/05/2008)
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