NON si sente più solo, il consigliere dell'Md
Serafino Di Palma, dopo l'intervento di Giovambattista
Giorgi che punta il dito contro le inefficienze
della gestione del servizio idrico da parte
della società Dondi spa. E nel question time
fissato per il 16 settembre alle ore 18.30 si dice
pronto a dare battaglia alla giunta Campoli, facendo
pesare su questa, e su taluni suoi assessori, il
silenzio dell'ostinazione. «Finalmente una voce
autorevole della maggioranza di questo paese si è
espressa contro l'abbandono ed il degrado degli
impianti che invece
dovrebbero
essere custoditi a
regola d'arte dalla
Dondi». Di Palma
aggiunge:
«L'onorevole Titta
Giorgi ha fatto
bene a sottolineare
alla sua maggioranza
ed alla
società come il
degrado del lago
delle Mole Muti,
specchio d'acqua trasparente ai tempi in cui erano
sindaci Sandrino Di Trapano e Giancarlo Siddera,
sia il riflesso dell'ormai compromesso decoro
cittadino. La dignità urbana della nostra città ed il
buon vivere sono stati beffeggiati dall'incuria e
dall'adattamento al peggio. Chi è responsabile di
questo stato di cose deve venire allo scoperto e
deve dire perché si è finora tollerata una simile
inefficienza». Uno specchio d'acqua che oggi è
diventato un vero e proprio letamaio, coperto da
mucillagini e rifiuti. «Inefficienze che - dichiara
Di Palma - abbiamo letto quasi costantemente nel
corso dell'estate sulla stampa locale e che abbiamo
constatato di persona, denunciando lo stato di
abbandono degli impianti di Mole Muti, di Fonte
della Penna, dei serbatoi di Monte Nero come dei
depuratori dei Casali. Così c'eravamo lasciati agli
inizi dell'estate, e così riprendiamo, perché nulla
è stato fatto». Perché sia la situazione idrica che il
sistema di depurazione e di approvvigionamento
della fatiscente rete comunale torneranno a costituire
oggetto d'interesse all'interno delle interrogazioni
presentate dal consigliere Di Palma che
per il prossimo question time, chiederà alla
maggioranza e all'assessore Pietro Bernabei
«perché nulla è stato fatto per ovviare all'interruzione
quotidiana della fornitura dell'acqua, che
potrebbe far prefigurare anche l'ipotesi del reato
d'interruzione di pubblico servizio se non coadiuvata
da quel sistema che ogni cittadino di
Sezze è stato costretto
a dotarsi:
cisterne ed autoclavi,
al fine di
colmare un deficit
strutturale
nella gestione
del servizio idrico
da parte della
Dondi, posto
che il disorientamento
dei cittadini,
dovuto al
collasso del sistema
di svuotamento delle fosse biologiche a
tutt'oggi non trova ancora una soluzione, mentre
la Dondi, con contratto d'appalto s'impegnava a
garantire». Di Palma chiede di sapere quali siano
finora gli interventi fatti dall'amministrazione
presso la concessionaria e come si intenda uscire
dall'emergenza. «Poiché Bernabei sembra non
conoscere nemmeno la Convenzione che all'articolo
28 impegna la Dondi a costruire e gestire un
impianto di pretrattamento di liquami da espurgo
di pozzi neri, oppure - continua Di Palma -
Bernabei ci vuole far credere che la Dondi fosse
all'oscuro dell'esistenza di centinaia di pozzi
neri? Perché, a Bernabei, chiederemo, fin da
domani, le risultanze dei lavori della Commissione
di vigilanza, dopo le dimissioni dell'ex procuratore
capo della Repubblica, Antonio Gagliardi
».
E. F. (11/09/2008)
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