Emergono gravi contraddizioni
a seguito delle richiesta di
rimborso della quota di tariffa
riferita al servizio di depurazione,
esercitata da una cittadina di
Sezze. La donna, in virtù della
sentenza della Corte Costituzionale
n. 335 del 10 ottobre 2008,
aveva richiesto la restituzione
delle somme impropriamente
versate a partire dal 2004. Ieri
mattina, la sorpresa. La società
Dondi SpA attraverso il suo dirigente,
il
geometra
Maurizio
Russo, con
tre righe liquidava
la
questione
dichiarando
che «la quota
di fognatura
e depurazione
dell’utenza
idrica - sita in Sezze scalo in via
Sicilia - è dovuta, in quanto i
relativi reflui vengono convogliati
nell’impianto di depurazione
che risulta regolarmente
funzionante dal 1994 ad oggi».
La vicenda è finita nelle mani
del delegato alla protezione civile,
presidente della Commisione
Trasparenza e capogruppo dell’MD
Serafino Di Palma, che
dal 1994 combatte una campagna
d’informazione incessante
contro le inefficienze della Dondi
spa: «Siamo di fronte ad un
paradosso - dichiara Di Palma -
l’attuale Amministrazione ha
richiesto un finanziamento per
un nuovo depuratore, da ubicare
a Sezze scalo, poiché è stato
dichiarato all’ente regionale che
il depuratore dei Casali e quello
di Sezze scalo, sono inadeguati.
I motivi? Oltre ad essere oggetto
d’indagine della Procura della
Repubblica vanno ricercati anche
nelle dichiarazioni rese dai
funzionari di questa amministrazione.
Che evidentemente
ha accettato una progettazione
che azzerasse i due depuratori
esistenti sulla scorta delle proprie
dichiarazioni. L’ultima, in
ordine di tempo, quella resa in
sede di Commissione Trasparenza
in Regione Lazio alla presenza
dei funzionari regionali
Bargagna e De Filippis. Dove
l’ingegner Vona ha dichiarato
che «il depuratore esistente a
Sezze scalo, come quello in località
Casali, è sprovvisto di regolare
autorizzazione allo scarico
e di conseguenza non funzionante
correttamente» inoltre
Vona - continua Di Palma - rafforza
la propria tesi, ammettendo
che «il depuratore di Sezze
scalo è fuori legge». Mi chiedo -
commenta Di Palma chi dei due
stia recitando il ruolo dell’«utile
idiota». Perché di questo si tratta.
Qui o il funzionario comunale
sta dicendo un’eresia o Russo
sta recitando a soggetto. Mi
chiedo inoltre - continua Di Palma
- se l’avere affidato ad un
legale lo studio e l’applicazione
delle sentenze, della Cassazione
e della Corte dei Conti della
Calabria, e di quella della Campania
nel dicembre 2008, serva
ancora a qualcosa, visti i termini
perentori in cui si è espresso il
geometra Maurizio Russo. Proteso
a non lasciare aperto alcuno
spiraglio al dubbio circa le proprie
responsabilità. Così, mentre
i comuni che gestiscono in proprio
il servizio idrico - altrove -
si attrezzano per riparare il danno
e la beffa fatta subire ai loro
concittadini, Sezze si distingue
per inerzia. Annuncio fin da ora
la mia richiesta di accesso a tutti
i verbali dei prelievi ARPA ed
ASL a partire dal 1994 ad oggi,
non faremo la figura dei burattini
nelle mani altrui.
Elisa Fiore (18/12/2008)
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