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Dondi, era meglio l'arbitrato, ma restiamo con Campoli
Le motivazioni di Zeppieri e Bernasconi sulla risoluzione contrattuale

| (Nino Zeppieri)
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Perché una parte del Pd di Sezze ha volutamente disertato la seduta consigliare che ha approvato l’atto di risoluzione della convenzione Dondi? A spiegarlo sono i diretti interessati. Il presidente del consiglio comunale Giovanni Zeppieri e il consigliere Giovanni Bernasconi in una nota intendono dare spiegazione del loro no alla risoluzione contrattuale. «Pur essendo favorevoli politicamente a interrompere la convenzione sulla gestione del servizio idrico con la concessionaria, alla luce delle inadempienze riscontrate dagli uffici tecnici del Comune – così nella nota - non abbiamo ritenuto corretto il percorso amministrativo intrapreso. Nello specifico, nell’ultima seduta del Consiglio Comunale, si è deciso di dichiarare decaduta la convenzione con un atto unilaterale da parte dell’organo preposto. Noi ritenevamo invece più corretto il percorso di giungere alla risoluzione del contratto utilizzando lo strumento dell’arbitrato, previsto dalla convenzione stessa e richiamato come quello più corretto in caso di controversie tra le parti ultimamente anche dal Tribunale di Latina». Zeppieri e Bernasconi, sostenuti nella linea anche dall’assessore Sergio Di Raimo, spiegano la differenza entrando nel merito del percorso che avrebbero voluto si intraprendesse. «La differenza tra i due metodi se da una parte può sembrare di natura esclusivamente dottrinale è invece molto importante poiché il primo percorso potrebbe esporre l’Ente comunale a probabili azioni legali da parte della Dondi che possono passare da un’impugnazione della delibera fino ad arrivare ad un eventuale richiesta di risarcimento del danno provocato. Il secondo, cioè lo strumento arbitrale, che altro non è che un Collegio formato da tre membri di cui due nominati dalle parti e uno dal Tribunale, permette che un organo terzo decida se ci siano o meno le condizioni giuridiche per dichiarare decaduta la convenzione. Di conseguenza, nel caso ciò fosse stato ritenuto corretto - aggiunge la nota - l’ente avrebbe potuto procedere in tal senso al riparo da contestazioni e impugnazioni, se invece non fosse stato ritenuto possibile non ci si sarebbe esposti a eventuali cause di risarcimento che di solito in passato non hanno visto l’Ente uscirne vincitore con la conseguenza di aver dovuto sborsare milioni di euro con ricadute dirette sui cittadini di Sezze». Anche da un punto di vista di tempi non ci sarebbero state notevoli differenze dato che sia nel primo caso che nel secondo passeranno mesi prima che si arrivi ad una determinazione definitiva. Infine Zeppieri, Bernabei e Di Raimo chiariscono la loro posizione che è e resta in maggioranza, a sostengo del sindaco Campoli. «Ritenendoci parte integrante di questa maggioranza nonostante la diversità di vedute che abbiamo avuto sul punto Dondi cercheremo di dare il nostro contributo alle scelte conseguenti future che dovranno necessariamente avere come obiettivo primario il miglioramento del servizio,l a riduzione del costo e il soddisfacimento complessivo dei bisogni dei cittadini di Sezze, tenendo anche presente il risultato referendario e la volontà collettiva di avere una gestione pubblica del servizio idrico».
Alessandro Mattei (07/10/2011)
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