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Dondi, applicare le sanzioni
Per il mancato intervento dei tecnici la società dovrebbe pagare
L'applicazione delle penalità alla
Dondi Spa, la società che gestisce il ciclo
idrico integrato nel comune di Sezze, è stato
il tema dell'interrogazione che i consiglieri
Serafino Di Palma (Movimento democratico)
e Antonio Vitelli (Pdl) hanno portato nel
corso dell'ultimo question time. Penalità,
cioè sanzioni, applicate dal Comune nei
confronti della concessionaria per la violazione
dell'articolo 31 della convenzione sul
servizio. Articolo che disciplina i modi e i
tempi di intervento del personale della
società. Il mancato rispetto di tale articolo
è stato evidenziato con l'illustrazione di un
caso specifico. «Il 20 ottobre è stata segnalata
una perdita alle ore 14:27 come risulta
da registrazione su segreteria telefonica. Ad
oggi (il question time si è svolto il 13
novembre, ndr) ancora non c'è stato nessun
intervento. L'articolo 31 della convenzione
prevede - spiegano i due consiglieri - che
entro 30 minuti dalla segnalazione ci sia un
intervento di un tecnico. Se ciò non avviene
è prevista una penale di 258,22 euro. Entro
60 minuti dalla segnalazione è previsto
l'intervento della squadra di operai. Se ciò
non avviene è prevista una penalità di
516,45 euro. Per ogni minuto successivo ai
60 previsti per l'intervento degli operai è
prevista una penale di 0,51 euro. Nel nostro
caso il ritardo accumulato corrisponde a 22
giorni e 19 ore. Facendo un calcolo, la
penalità corrisponderebbe a 17.512,87 euro.
La proiezione per gli anni che vanno dal
2007 (da quando si è insediata l'attuale
amministrazione) ad oggi, ipotizzando dodici
casi per ogni anno, ci dice che il totale
delle penalità si aggirerebbe intorno ai 420
mila euro». Numeri che fanno riflettere
anche alla luce della sentenza del lodo
arbitrale che, circa un anno fa, condannò il
Comune a pagare 2 milioni e 400mila euro
e, soprattutto, alla luce del recente riconoscimento
da parte dell'ente di debiti fuori
bilancio per circa 4 milioni. I due consiglieri
promettono battaglia affinché la convenzione
sia fatta rispettare.
Alessandro Di Norma (15/11/2009)
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