Non si aprirà di certo nel migliore dei modi il 2° congresso dell’Italia dei Valori di Sezze che si terrà oggi (venerdì 31 ottobre) pomeriggio presso l’auditorium comunale San Michele Arcangelo alla presenza del segretario provinciale De Amicis e del sen. Pedica. Il partito locale, coordinato dal consigliere comunale Enzo Polidoro e da Giovanni Paolo Di Capua, perde due colonne portanti. Proprio oggi, infatti, nella giornata dell’assemblea convocata per rilanciare il partito, viene comunicata la fuoriuscita dallo stesso di due esponenti rappresentativi, per incompatibilità e differenza di vedute. In una breve nota l’unico consigliere comunale eletto nelle file dell’Idv, Ernesto Carlo Di Pastina e l’assessore di riferimento Bruno Cardarello, lasciano il partito al centro di una spaccatura e divisione politica e amministrativa. La bufera era stata preannunciata dalle prese di distanza su l’unica opera fondamentale che l’amministrazione comunale può e deve realizzare: il nuovo depuratore, per il quale le new entry nel partito (i consiglieri Polidoro e Lombardi e il vice sindaco Marchionne) hanno espresso un parere differente rispetto alla vecchia guardia (Di Pastina e Cardarello). Nella nota quest’ultimi si rendono indipendenti a causa di una invasione nel partito che ha destabilizzato i rapporti interni. «Gli avvenimenti dell’ultimo periodo di tempo all’interno dell’ Idv locale – affermano Di Pastina e Cardarello - sono stati da noi osservati e vissuti con attenzione e riflessione. Abbiamo accolto favorevolmente ed anche incoraggiato nuove adesioni, (ma) nell’osservanza e nel mantenimento delle scelte politiche già stabilite dal partito. L’invasione abbondante e l’indiscussa (e volutamente non ostacolata) conquista numerica del partito locale (limitandoci a questo) da parte di elementi già esponenti di altro raggruppamento politico, hanno avuto come conseguenza non la partecipazione alla impostazione politica con cui si è venuti a contatto ed in cui si è confluiti, ma l’imposizione di una diversa linea politica rappresentata precedentemente (in altro raggruppamento), la conquista e, in concreto, la gestione ad uso proprio di quanto presente nel nuovo raggruppamento. Non accettiamo, per coerenza e dignità, la nuova situazione (accettata e forse promossa dal coordinamento provinciale), chinando la testa e mettendoci a disposizione, ma, constatato che il partito non ha più le caratteristiche che avevano determinato la nostra adesione, ci dimettiamo - annunciano - da esso con l’intento e l’impegno di continuare ad interpretare, senza interferenze ed ostacoli, la medesima impostazione politica precedente, di coerente scelta di centro-sinistra». Un flebile luce di confronto e discussione per riaprire il dialogo però ancora esiste. «Sarà piena la collaborazione, nella chiarezza e nella pari dignità, con quanti si trovano in armonia con tale impostazione. L’attuale nostra collocazione (diventa ed) è, temporaneamente almeno, di indipendenti».
Alessandro Mattei (01/11/2008)
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