In una nota diffusa dall’assessore
regionale alla Sanità,
Augusto Battaglia, è stato approvato
il nuovo atto aziendale
proposto dalla dottoressa Coiro,
ma è stato anche approvato
il mantenimento del distretto
dei Monti Lepini.
Sulla questione il sindaco di
Sezze ha condotto una vera e
propria battaglia per evitare lo
smembramento del distretto in
due subdistretti. Secondo la prima
versione dell’atto aziendale,
infatti, il distretto dei Monti
Lepini doveva essere diviso in
due sub distretti con Sezze che
sarebbe entrato a far parte di
quello di Latina e Priverno sarebbe
stato affiancato a Terracina.
Una soluzione che al primo
cittadino non era affatto piaciuta,
tanto da sollevare forti perplessità
sulla validità di questa
soluzione in vareie sedi. Innanzitutto
Andrea Campoli ha evidenziato
questa sua ferma posizione
nel Consiglio comunale
straordinario in cui la manager
Asl ha presentato il nuovo atto
aziendale. In quell’occasione il
sindaco mise in risalto che la
perdita di autonomia del distretto
dei Monti Lepini rischiava
di far perdere all’intero comprensorio
servizi essenziali che,
oltretutto sono in grado di far
venir meno l’ospedalizzazione.
Campoli aveva portato avanti
questa sua battaglia nella riunione
della conferenza dei sindaci
del 30 ottobre in cui, dopo
la dura presa di posizione dei
sindaci della Cdl che abbandonarono
la seduta, ribadì la necessità
del mantenimento del
distretto dei Monti Lepini, riuscendo
a raggiungere l’obiettivo.
Con il mancato taglio del
distretto, il nuovo atto aziendale
rappresenta un documento che
può davvero rilanciare il nosocomio
setino. Infatti non solo
non verrà perso questo importante
servizio essenziale per la
comunità, ma c’è la previsione
di un incremento di posti letto e
dell’apertura di nuove divisioni
e servizi, oltre al
«day surgery» che
consentirà di far riaprire
le sale operatorie.
Molti esponenti
della coalizione di
maggioranza avevano
espresso dubbi
riguardo la possibile
perdita di autonomia
del distretto dei
Monti Lepini. Nemmeno l’affermazione
della dottoressa
Coiro che ha evidenziato come
non ci fosse la volontà di penalizzare
il territorio e che, nonostante
la soppressione del distretto,
non ci sarebbero stati
tagli sui servizi. Il capogruppo
del Partito democratico, Enzo
Eramo, il capogruppo dello Sdi,
Salvatore Leggeri e l’esponente
dell’Italia dei Valori, Ernesto
Carlo Di Pastina, infatti, hanno
messo in risalto il timore che se
fosse stato trasformato in subdistretto
dei Monti Lepini ci
sarebbero state penalizzazioni
in termini di risorse economiche
ed umane per il comprensorio
dei Lepini. Così come era
stato evidenziato
che senza
l’autonomia del
distretto sarebbe
stato difficile
da parte degli
enti locali strutturare
una propria
politica sociale.
Questa
eventualità è
stata scongiurata proprio grazie
alla vera e propria battaglia che
la maggioranza di governo del
paese ha portato avanti in ogni
sede utile.
Giovanni Rieti (09/11/2007)
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