Il problema legato alla toponomastica
nel paese lepino
negli ultimi tempi ha portato una
serie di disagi per quanto concerne
la consegna della posta,
ma continua ad essere avvertito
dall’intera cittadinanza visto che
ci sono strade lunghissime tutte
identificate sotto un solo nome e
che presentano la mancanza del
numero civico. A porre l’accento
sulla problematica è il capogruppo
in Consiglio comunale
di Forza Italia, Roberto Reginaldi,
il quale ricorda come ci siano
strade in cui è impossibile, per
chi non ha conoscenza diretta
dell’abitazione,
raggiungere i residenti.
L’esempio
che porta
l’esponente degli
Azzurri è
quello di via
Fontana Acquaviva
a Sezze
Scalo: «Se si dovesse
cercare un
nostro concittadino
in quella
strada, ci si trova
in seria difficoltà. Ci si perderebbe
nel groviglio delle stradine,
che si chiamano tutte via Fontana
Acquaviva. Risulta - commenta
Reginaldi - che la Regione
conceda finanziamenti legati
alla disciplina e riorganizzazione
del territorio comunale, appunto
attraverso la toponomastica.
So per certo che da svariati
anni si parla di questo problema
e che si era tentato un primo
passo attraverso l’Ufficio della
Presidenza del Consiglio comunale
con l’allora presidente dell’assise
Giovan Battista Giorgi.
A che punto è l’intera questione?
». Oltre al problema toponomastica
il capogruppo di FI ritiene
che sarebbe opportuno espletare
interventi di manutenzione
in diverse strade del territorio,
magari programmandoli attraverso
forme di contrattazione
che consentano di esternalizzare
il servizio: «Le strade del nostro
comune sono dissestate. Questo
è palese, ma lo è altrettanto che
gli amministratori debbano fare
qualcosa. Per chi come me è in
minoranza c’è una sola arma:
fare osservazione e proposte inerenti
il problema; mentre chi è in
maggioranza ha il potere e il
dovere di risolvere
il problema.
Ormai in
autunno inoltrato,
e con la stagione
invernale
alle porte, mi
duole nuovamente
segnalare
il problema relativo
alle cunette,
fossi e scoline
che percorrono
le nostre strade
dissestate, che hanno il compito
di raccogliere le acque piovane
impedendo l’allagamento delle
strade. Purtroppo - conclude Reginaldi
- molti fossi sono ostruiti,
altri completamente coperti,
quei pochi esistenti hanno la
banchina talmente alta che l’acqua
per defluire dovrebbe fare
un salto di circa mezzo metro.
Oltre all’ente comunale occorre
coinvolgere nella soluzione di
questo problema anche altri enti,
ad iniziare dal Consorzio di bonifica,
la Provincia e la XIII
Comunità montana».
Giovanni Rieti (10/10/2007)
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