Nonostante la ricognizione
effettuata nelle scorse
settimane all’interno del cimitero
di Sezze, che ha portato
l’amministrazione comunale
a dare incarico all’ufficio
tecnico di predisporre la
soluzione dei problemi relativi
ai camminamenti pericolosi
all’interno della struttura,
non si placano le polemiche.
Diverse famiglie, che hanno
il proprio caro estinto in attesa
di una collocazione definitiva
evidenziano il fatto che
sia una vergogna il mancato
rispetto della dignità della
persona defunta. Da anni le
spoglie dei defunti in «sede
provvisoria», riposano nelle
«tenebre»!
I familiari mettono in risalto
come un tempo la sepoltura
apparteneva alla civiltà di un
popolo ed era considerata,
all’interno della stessa, uno
dei riti più sacri, proprio per
l’amore ed il rispetto della
persona umana: «A Sezze
tutto è perduto! Le spoglie
dei defunti che non hanno
ancora una assegnazione -
affermano i familiari - riposano
nel ‘ghetto’ del cimitero.
Un luogo neppure l’ultimo
degli esseri viventi meriterebbe
di stare. Privo di luce,
di pavimentazione, pieno di
polvere e con infiltrazioni di
acqua ovunque appare agli
occhi di chi lo visita un luogo
tetro e spaventoso, tale da
suscitare ripugnanza e sgomento
».
Finora i parenti dei cari defunti,
chiusi nel mite dolore,
hanno tollerato con discreto
riserbo la vergogna e l’umiliazione.
Ora, però, si dichiarano
«stanchi dell’indifferenza
di chi merita vergogna» e
danno sfogo alla loro rabbia e
alla loro indignazione: «Se la
voce dei defunti non giunge
agli orecchi dei politici - affermano
i familiari - saremo
noi, i loro cari, a diffonderla,
chiedendo che venga al più
presto data una dignitosa sepoltura,
con opportune condizioni
di luogo e rispettosa
pulizia. Sono stati scritti fiumi
di parole sul rispetto della
dignità della persona umana,
ci chiediamo se a Sezze sia
giunto qualche rigolo che potesse
irrigare i cuori dei nostri
politici. Siamo convinti che
le anime dei nostri defunti in
cielo risplendono sicuramente
della gloria e della luce di
Dio che, nella sua infinita
bontà, non avrebbe permesso
a questi corpi di giacere un
solo istante in quel luogo che
oggi li accoglie provvisoriamente.
L’uomo politico di
Sezze, al contrario, con agnostica
indifferenza, permette a
questi corpi di giacere nelle
tenebre dell’inferno, da tempo,
nel tempo e chissà per
quanto altro tempo ancora».
Giovanni Rieti (04/11/2007)
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