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«Troppi dirigenti, uno spreco»
L'IDV : tolleranza in nome... della spartizione
Per l’Italia dei Valori di Sezze i
primi sessanta giorni di governo
del sindaco Andrea Campoli lascerebbero
intravedere le caratteristiche
tutt’altro che positive, che
stanno facendo sì che si muovano
da più parti critiche più disparate
alla nuova giunta. Si tratta di giudizi
che per il movimento di Di
Pietro dovranno essere corretti in
fretta se la giunta Campoli non
vuole passare alla storia per «essere
l’ennesima giunta che bivacchia,
l’ennesima consiliatura persa
tra piccole risse e grandi confusioni
».
L’Italia dei Valori reputa che la
nomina dei dirigenti e l’approvazione
delle variazioni di bilancio,
siano due avvenimenti emblematici
di questi primi due mesi di
consiliatura: «Il rinnovo dei dirigenti
di due mesi con proroga di
ulteriori due, per quanto poco seguito
dai cittadini, è in realtà -
commenta l’Italia dei Valori - uno
dei momenti decisivi di un’amministrazione,
che può condizionare
la vita amministrativa dell’ente. In
controtendenza con il resto d’Italia
a Sezze continua a farsi strada
il gigantismo burocratico».
Il movimento di Di Pietro ritiene
che il numero delle cariche dirigenziali
debba essere ridotto, passando
da sei a tre nella consapevolezza
che «troppi dirigenti sono
spesso solo soldi gettati al vento, e
soprattutto causa di conflitti e sovrapposizione
di competenze. Nel
balletto delle attribuzioni il gioco
si trasforma in sottile, quanto sfacciato
ricatto. Ma la politica ormai
sembrerebbe aver imposto al cittadino
l’ipocrita messa in scena della
tolleranza in nome della spartizione.
Tutto è lecito, tutto è preventivato,
fatte salve alcune
eccezioni». L’Italia dei Valori evidenzia
come la riunione di maggioranza
per la discussione delle
dirigenze ha avuto come protagonista
il consigliere Di Pastina che
«anziché esprimere la linea politica
dell’italia dei Valori ha abbandonato
i presenti per condizionare
le loro decisioni. L’uomo della
provvidenza, o almeno come
Campoli deve averlo ritenuto, solito
alle ritirate strategiche, deve
aver puntato ancora una volta i
piedi. E il resto della compagnia si
è opportunamente adeguato. Su
questo scenario - continua l’Italia
dei Valori - è con soddisfazione ed
orgoglio che ci collochiamo all’opposizione,
perché non condividiamo
i metodi perseguiti e non
siamo d’accordo con la nomina di
sei dirigenti, ritenendo questo
abuso di elargizioni uno strumento
clientelare. Se a questo quadretto
uniamo qualche altro elemento
della nomina del vice segretario
generale emerge come dato di
fondo quello di basare la macchina
amministrativa su giochi di
promozione di personaggi fedeli,
anziché puntare alla realizzazione
degli obiettivi programmatici. Di
ciò iniziano a rendersene conto in
tanti. Consigliamo al sindaco di
maturare in fretta questa consapevolezza,
per dare risposte positive
alla cittadinanza».
Giovanni Rieti (08/08/2007)
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