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Dirigente rimossa scoppia la polemica
Contestata la mancata riconferma della Rizzini
LA lista costituente il Partito
democratico per Zarra
evidenzia come il primo atto
ufficiale del neo sindaco Andrea
Campoli è stata la riconferma
delle dirigenze nominate
dal commissario prefettizio
Leopoldo Falco ad
esclusione di Maria Grazia
Rezzini, nonostante gli apprezzamenti
pubblici del
rappresentante governativo.
«La motivazione alla base
della riconferma dei dirigenti,
tra cui alcuni dichiaratamente
iscritti ai Ds e ad altri
partiti, e la mancata riconferma
dell’unico dirigente - afferma
il Partito democratico
per Zarra - è stata l’esistenza
di ‘ovvie ragioni politiche’,
che tradotte in un gergo più
comprensibile è l’essere moglie
di un consigliere comunale
di minoranza, che ha
guidato lo schieramento opposto,
nello specifico di Rinaldo
Ceccano». La costituente
del Partito democratico
per Zarra esprime la sua
solidarietà alla dottoressa
Rezzini che «nonostante la
sua elevata professionalità e
la sua certosina attenzione a
tenere distinto il suo ruolo da
quello del coniuge, tra l’altro
evitando di partecipare a tutte
le nostre iniziative, viene
punita da Campoli e la sua
maggioranza, che potevano
raggiungere lo stesso obiettivo
almeno con più stile e
modi». Allo stesso modo la
civica constata che se la logica
di riconferma delle rimanenti
sei dirigenze è l’ovvia
ragione politica «siamo grati
al sindaco Campoli di aver
confermato ciò che da tempo
sosteniamo. Ovvero che i dirigenti
nominati dal commissario
Falco, tra cui Petrianni
e Formicuccia, risultassero schierati
palesemente e, quindi, funzionari
a logiche estranee a
quelle del corretto funzionamento
dell’ente comunale».
La costituente del Partito democratico
per Zarra resta
convinta che l’ente setino
non abbia bisogno di un numero
così elevato di dirigenti
che si tradurrà in un forte
aggravio delle spese per il
personale a palese svantaggio
di tutti i
cittadini: «La
logica del programma
di governo
che abbiamo
presentato
alla città
era quella di
una forte innovazione
nella
gestione politica
e di una
lotta agli sprechi
del denaro
pubblico perché
non funzionali
e dannosi
per lo sviluppo
economico e
culturale di Sezze. Questi
stessi principi saranno la linea
guida della nostra azione
di opposizione sia in Consiglio
comunale che nella città.
Quello che è estremamente
grave e che ci preoccupa
oltremodo, è che si prospetta
un mandato in cui non ci sarà
un sindaco ed una giunta che
governeranno per tutti i cittadini,
ma saranno poste in
essere azioni affinché una
metà del paese che sembra
risultata quella vincente, governi
e gestisca l’altra metà
del paese, tutto questo nella
logica dell’ovvia ragione politica
».
Giovanni Rieti (10/06/2007)
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