Si è sentito in imbarazzo, il
Consigliere Lino Cerroni, dopo
aver spiegato le motivazioni
che lo avevano portato ad una
scelta dettata dalla ragione e dal
cuore, quelle di sempre, rivolte
alla difesa dei lavoratori e delle
fasce più bisognose. Motivi che
lo avevano spinto, prima all’adesione
al Partito Democratico,
pur mantenendo la propria collocazione
nella lista di Centro
Democratico - per coerenza
con i propri elettori - poi in
Consiglio, alla presa di posizione
pubblica di entrare in maggioranza.
Il faro che aveva guidato
la sua scelta, nella speranza
di poter continuare a
lavorare al suo fianco, una personalità
di spicco della sinistra
setina e regionale, dall’indiscusso
passato politico senza
mezze misure, il presidente Titta
Giorgi «Con il quale - ricorda
Cerroni - ho condiviso battaglie
ed ideali politici». Ma la maggioranza
ha respinto l’allargamento
e confinato le aspettative
del consigliere Cerroni nell’alveo
dell’indistinto. Perché?
Cerroni, per tutta risposta ha
abbandonato l’aula prima della
votazione del Bilancio. «In relazione
a ciò che sta avvenendo
in Italia, credo che la decisione
di Cerroni di entrare nel PD sia
piuttosto da considerarsi un ritorno,
quale ex appartenete all’ex
Partito Comunista Italiano
». Lo accoglie senza riserve,
con uno slancio di generosa
gratitudine, Titta Giorgi, continuando
a misurare sull’onore,
la solidità di un rapporto.
Elisa Fiore (10/04/2009)
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