Il nuovo depuratore che l’amministrazione comunale intende realizzare in pianura, sarebbe per Sezze scalo «una servitù inaccettabile». Vuole trovare soluzioni alternative Serafino Di Palma, perchè già esistono. Il consigliere dell’ Md e membro della commissione assetto del territorio, sta lavorando affinché «il territorio dello scalo non diventi la pattumiera della città», un luogo prescelto per l’accumulo di rifiuti liquidi e con l’Ecocentro anche solidi. E visto e considerato che il finanziamento regionale di 4 milioni di euro pare essere più vicino (cosa che sta imponendo all’Ufficio Tecnico del Comune un’accelerazione dell’iter progettuale) il consigliere di opposizione, assieme ai colleghi della commissione contrari alla realizzazione di un impianto unico, ha partecipato nei giorni scorsi ad un sopralluogo per verificare lo stato dei luoghi e la fattibilità del progetto che l’ente comunale sta realizzando. L’individuazione del sito e la costruzione di un unico impianto di depurazione idoneo al soddisfacimento di oltre 30 mila utenti, si scontra con una parte dell’opposizione che rilancia la vecchia proposta di realizzare più depuratori in zone diverse, con il doppio vantaggio di coprire l’intero territorio e quello di abbattere i costi di realizzazione che l’impianto unico avrebbe. Il consigliere comunale, Serafino Di Palma, sta battendo proprio questa pista. «Sono stato uno dei primi a chiedere la risoluzione del problema depurazione in città ma non vedo perchè mai Sezze scalo debba farsi sempre carico di ogni questione che interessa tutto il territorio comunale. Con l’impianto unico a Sezze scalo, che dovrebbe essere collegato nei pressi dell’ex Soceni, già luogo scelto dall’amministrazione per la realizzazione dell’Ecocentro, e in linea d’aria vicino all’impianto della Turbogas a località Mazzocchio – afferma Di Palma – lo Scalo diventerà l’epicentro di un circuito di rifiuti inaccettabile». Il timore di Di Palma si tocca con mano: l’ecoambiente dello Scalo sarebbe snaturato, l’agricoltura resterebbe un vecchio ricordo e il rilancio economico che vede nello scalo l’unico trampolino di lancio resterebbe lettera morta.
Alessandro Mattei (13/10/2008)
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