L'Italia dei Valori di Sezze, per bocca del suo segretario Paolo Di Capua ("resterò in carica sino a quando i vertici regionali del mio partito mi notificheranno la sfiducia firmata dal segretario provinciale") interviene per chiedere al presidente della Spl di dimettersi, di rimettere il proprio mandato. I motivi sono molti, uno per tutti quello dell'"intromissione in grande stile nella campagna elettorale amministrativa" per mezzo della "lista Civica assemblata con l' impegno spasmodico dei vertici dell' Azienda Spl".
L'Italia dei Valori ha fatto rilevare l'uso e l'utilizzo di parte di talune cariche pubbliche: "come se il Cda gestisse, invece, ma non è così, una azienda privata".
"L'Azienda Spl - ricorda Di Capua - è società ad intero capitale pubblico e, in quella occasione, è sembrata muoversi in modo strumentale. Per l'Italia dei Valori era ed è intollerabile assistere a questo modo di interpretare la funzione pubblica, un atteggiamento irrispettoso e di scarso senso civico, in quanto si sarebbe dovuti essere super partes, esercitando con distacco le proprie funzioni e non sostenere, come palesemente si è verificato, una determinata coalizione (Zarra) ed una specifica lista".
Ora la festa è finita "e la maggioranza - afferma Di Capua - premiata fin dal primo turno dagli elettori è al lavoro: e c'è chi ha vinto (il centrosinistra) e chi ha perso (tutti gli altri)".
In sostanza l'Idv sottolinea il perdurante atteggiamento dei vertici della Spl, che avrebbe dovrebbero dovuto "pensare meno alla politica ed astenersi dal comporre liste di parte" ma "operare con maggiori energie per migliorare lo scadente servizio della raccolta differenziata dagli scarsi risultati (uno striminzito 7%, tanto lontano dalla soglia accettabile del 20 % pur sempre al disotto del limite di legge)".
Molte, infatti, le problematiche aperte: le discariche abusive; lo scarso impegno nella realizzazione dell'isola ecologica "nonché le mancate richieste di finanziamenti pubblico per il miglioramento dei servizi (a differenza di altri comuni che li hanno richiesti ed ottenuti)".
Per queste ragioni, e per quelle "politiche" su elencate, per Di Capua "sarebbe logico considerare l'opportunità di rimettere il proprio mandato, non per disposizione normativa, ma per coerenza e logica conseguenza del proprio atteggiamento elettorale".
Alessandro Mattei (09/07/2007)
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