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Depauperamento del San Carlo, c'è a chi è andata peggio
Si manterrà il day surgery, il centro dialisi e il primo soccorso
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Giorni contati per la trasformazione del nosocomio San Carlo da Sezze. La riorganizzazione dell’ospedale di via San Bartolomeo entrerà nella fase operativa tra pochi giorni, a fine mese. Ma cosa prevede nel dettaglio la riconversione? Stando al decreto di riordino della rete sanitaria regionale a Sezze è prevista la chiusura dei reparti di medicina e di geriatria che saranno trasformati in posti di degenza infermieristica (15 posti letto). Sarà invece mantenuta la struttura sanitaria distrettuale con il poliambulatorio, l’attività chirurgica di bassa intensità, il punto di primo intervento 24 ore su 24 e il centro dialisi. Il taglio più duro per Sezze quindi è quello dei posti letti di medicina e geriatria per malati acuti, posti letto che avrebbero potuto rappresentare una delle soluzioni al problema esubero dell’ospedale civile Goretti di Latina. Per il resto il San Carlo da Sezze manterrà l’attività chirurgica del day-surgery, i poliambulatori, il primo soccorso e soprattutto il centro dialisi come già detto.
Rispetto alla sorte degli altri ospedali, quello di Sezze, dunque, sotto diversi punti di vista è quello che può considerarsi “salvo”, anche se c’è poco da rallegrarsi. Tutte le ansie di una chiusura totale, di uno smantellamento sanitario, per il momento, comunque, sono state allontanate e non è escluso che parte della struttura possa essere addirittura riconvertita in residenza sanitaria assistenziale, una struttura ospedaliera finalizzata a fornire l’accoglimento, le prestazioni sanitarie nonché trattamenti riabilitativi ad anziani in condizioni di non autosufficienza. Certo è che questa resta una delle tante ipotesi che circolano da anni, una delle tante che va ad allungare la lista dei progetti mai realizzati.
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Alessandro Mattei (01/07/2011)
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