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Degrado, verso il collasso

Aumenta la puzza per i troppi scarichi a cielo aperto


Zona Ponte della Valle
(Zona Ponte della Valle)

E' insostenibile e nauseabonda la puzza che accoglie i cittadini che superano il Bivolco per entrare a Sezze attraverso la provinciale Ninfina allorchè le temperature esterne iniziano a raggiungere i 28-30 gradi. Quella puzza che, soprattutto nelle ore più calde, sale su, e non si capisce se viene dal basso o scende dall'alto. In realtà tutte e due le cose insieme. Perché sul Ponte della Valle, dove lungo la strada provinciale di via Ninfina si occulta lo sversamento degli scarichi fognari coperti in parte con un apporto di terreno agrilloso, qualcuno vi costruisce pure palafitte e capanne, destinate a diventare all'occorrenza, rivendite di cocomeri, case, e recinzioni in cemento, senza che le autorità intervengano a dire «stop», qui si rischia. Qui non si può. Dal centro storico di Sezze ai Casali, fino a Sezze Scalo, gli effluvi fognari raggiunono la pianura, e la puzza diventa insopportabile. Altrove, come in zona Crocemischitto, o Monte Pilorci, gli scarichi a cielo aperto li copre la fitta vegetazione, i liquami non si vedono scorrere, ma raggiungono la falda acquifera e la puzza si espande ovunque. E chi non è abituato a quel genere d'indecenza, si chiede: ma come si fa a vivere su un canalone, (ponte della Valle) che emana cattivi odori ventiquattro ore al giorno da maggio fino a novembre? E come si fa a vivere davanti al ponte del Bivolco, dove fino a ieri si allevavano schiere di politici di piccolo cabotaggio indaffarati a mettersi in proprio con la scusa del «bene del Paese», con l' occhio rivolto alle acque locali? Ma questa è storia del passato, che non interessa più a nessuno. Oggi però la cosa sembra assumere toni più preoccupanti, poichè se gli amministratori di Sezze, forti dell'attesa per un bando di gara per la costruzione di un depuratore finanziato dalla Regione Lazio, attendono spalle al muro, che la matassa si dipani da sola, il paese via via assume, giorno dopo giorno, l'aspetto di una cloaca a cielo aperto. E questo è il suo biglietto da visita. E intanto la società che gestisce il servizio cosa fa? Scorrono i liquami dal entro storico verso la pianura, sorrono, quelli dei Casali, scorrono quelli di via di Valle Pazza, scorrono quelli delle lottizzazioni di Monte Pilorci, scorrono quelli di Crocemoschitto e forse scorrono pure quelli degli agricoltori della pianura, direttamente nei canali di Bonifica. E già perché oltre alle condutture direttamente incanalate nei fossi, chi ha un pozzo nero, ben il 60% della popolazione, può godere di un servizio nemmeno tanto lecito, fatto in casa, alla bella e meglio da chi per stare nelle more della legalità, dietro consiglio politico, porta i liquami nelle condotte fognanti di via Melogrosso e di via Montagna, che sistematicamente esondano con la pioggia, e si aggiungono a quei liquami che la depurazione della Dondi spa sembra non sia mai stata in grado di garantire per un paese ormai di 30 mila abitanti. La vicenda ha scosso la coscienza del Movimento cittadino di Alleanza setina che chiede di sapere per quale motivo non vengano uilizzate le vasche di decantazione previste dagli art. 28 e 29 del della Convenzione di gestione del servizio idrico e fognate del Comune di Sezze, stipulato con la ditta Dondi spa nel lontano 1993. «Ma come si fa a tollerare che un'azienda privata gestisca in modo approssimativo la depurazione delle acque ». Si chiedono sconfortati gli animatori del gruppo. «L'autospurgo che dovrebbe svolgere questo servizio esite? E perché non può essere reclamato dai cittadini che ne fanno richiesta? E poi, per quale motivo si sversa nella rete fognante ciò che invece è previsito vada nelle vasche di decantazione? Ed i soldi della depurazione, che si pagano in bolletta dove finiscono? Chi verifica che l'operato della Dondi spa sia in linea con la Convenzione? Perché ad oggi qualcosa sembra non corrisponda agli impegni assunti, ed è necessario fare chiarezza». Ed a guardare da fuori, non si può capire cosa «galleggi» dentro.


 Elisa Fiore (02/06/2008)

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