Sezze (13/05/2008) - Ci si chiede in città perché, a distanza di un mese esatto dall'inaugurazione del nuovo reparto di chirurgia giornaliera (era il 9 aprile scorso), ancora poco o niente si sia mosso dentro l'ospedale setino San Carlo di Sezze. E' vero: manca qualche mobilio, ci sono stati dei ritardi nella formulazione del materiale sanitario, la lista di attesa sta per essere completata ma sono altre le ragioni che fanno del Day Surgery un ambulatorio ancora vuoto.
Quelle attività e quei servizi alla persona tanto attesi e rivendicati, e che dovrebbero rappresentare il volano per un rilancio della sanità pontina, pare abbiano incontrato problematiche interne che rimandano la questione del depauperamento del nosocomio setino a tutt'altro tipo di impedimenti, non certo legati alle difficoltà oggettive di un sistema sanitario regionale al collasso per un debito di oltre dieci miliardi di euro.
Il mancato avvio dei servizi di chirurgia giornaliera dipenderebbe, infatti, da una lotta tutta intestina negli ambienti della Asl.
L'equipe di professionisti, organizzata dal professor Guido Battisti, al quale è stata affidata la direzione del reparto di Chirurgia universitaria, sarebbe ostacolata da una corrente interna di medici che operano in ambito ospedaliero (e non universitario) i quali starebbero facendo ostruzionismo perché contrari alla gestione e alle attività di tipo universitario decise per il nuovo reparto inaugurato lo scorso aprile.
I primi ritardi di gestione, quindi, dipenderebbero esclusivamente da una opposizione interna a livello di dirigenza medica. Se l'impasse fosse veramente confermata per questi motivi, ogni sforzo finalizzato per gettare le basi per migliorare e potenziare miglioramenti dell'offerta sanitaria sarebbe del tutto vano.
Ci troveremmo ancora una volta davanti ad una serie di beghe interne nocive per Sezze, per la sanità locale e provinciale.
Il nuovo reparto di chirurgia giornaliera, tenuto a battesimo dall'assessore regionale con delega alla Sanità, Augusto Battaglia e dal Direttore Generale della Asl di Latina, Ilde Coiro, si inserisce nel piano di risanamento integrato con lZospedale "Santa Maria Goretti" di Latina, divenuto Dea di II livello. Ad oggi, purtroppo, tutto resta sulla carta.
Alessandro Mattei (14/05/2008)
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