Previsto ma non evitato. Si
sapeva, infatti, che prima o poi il
tetto di Palazzo Pitti sarebbe crollato.
E ciò è avvenuto domenica
pomeriggio, quando su Sezze si è
abbattuto il violento nubifragio
che ha dato il colpo di grazia alle
travi malconce del Palazzo settecentesco.
Nessun danno a cose o
persone ma tanta è stata la paura
dei residenti che hanno percepito
perfettamente la «scossa» provocata
dalla caduta di parte del tetto.
Tanta anche l’indignazione nel
vedere una struttura da poco restaurata
crollare miseramente
sotto i colpi di un temporale. Per
la verità va specificato che il palazzo
in questione, qualche anno
fa, è stato interessato da lavori di
restauro per un totale di 195 mila
euro. Furono consolidati i solai,
che hanno retto perfettamente, fu
restaurata la facciata e 65 mila
euro (una somma irrisoria) furono
destinati alla manutenzione
del tetto. Fu fatto il possibile.
Tuttavia una capriata, cioè la
struttura di travi utilizzata generalmente
nei tetti, ormai marcia
non fu sostituita ma solo puntellata.
Dunque, prima o poi, il crollo
doveva esserci. Fortunatamente
non ha provocato danni, poiché
il palazzo è tutt'ora un cantiere.
Quindi non ospitava niente e nessuno
al proprio interno. Ieri mattina,
sul posto oltre a tecnici,
assessori e sindaco, anche gli
operai del comune che hanno
provveduto a rimuovere i calcinacci
caduti in Via Orfanotrofio.
Pertanto già da questa mattina,
sarà ripristinata la circolazione e
riprenderanno normalmente le
attività negli uffici circostanti.
Quanto successo al Palazzo Pitti
potrebbe accadere, come già segnalato
più volte, con conseguenze
ben più gravi al Palazzo dell’Ufficio
registro, che dista poche
decine di metri dal Palazzo
Pitti. Una struttura che, ormai,
sta in piedi solo per miracolo.
Alessandro Di Norma (30/06/2009)
|