«Io ero al bar, l’ho colpito e lui
è caduto a terra. Poi sono fuggito
via. Ho avuto paura e non
potevo credere a quello che
avevo fatto».
Cristinel Minea,
il rumeno
di 21 anni, in
carcere dell’altra
sera per
l’uccisione del
suo connazionale
Daniel
Dumitru, 26
anni, ha ammesso
la sua responsabilità
davanti al sostituto
procuratore
Raffaella De
Pasquale che lo
ha interrogato,
ne ll’i mmed iatezza
della cattura.
L’accusa è
quella di omicidio
volontario,
ma è possibile
che la difesa
punterà a ricondurre
quanto
accaduto, domenica sera a
Sezze nel giardino del bar
«Ruzza», ad un delitto preterintenzionale.
Molto dipenderà dall’esito dell’esame autoptico
che ieri è stato eseguito dal
professor Saverio Potenza. Le
cause del decesso, a livello
macros copico,
sarebbero da
attribuire al
trauma cranico
subito. Trauma
che certamente
risulta, tra i tanti
riscontrati sul
corpo del 26enne,
il più importante.
Ma il
medico legale,
che ha giudicato
il caso piuttosto
impegnativo,
attende ulteriori
analisi di
laboratorio per
stabilire con
certezza la causa
della morte
di Dumitru.
Il trauma cranico,
in base alla
versione fornita
agli inquirenti dal
giovane arrestato, sarebbe da
ricondurre alla caduta della
vittima che, dopo aver incassato
diversi colpi, anche con una bottiglia
di vetro, avrebbe perso
l’equilibrio rovinando a terra
e sbattendo violentemente il
capo.
Ieri mattina, la difesa di Minea
- assegnata inizialmente
d’ufficio all’avvocato Massimiliano
Cesare Fornari - è passata
all’avvocato Adriana Anzeloni,
incaricata dai familiari
del 21enne.
Questa mattina il giovane sarà
interrogato in carcere davanti
al Gip Claudia Dentato
per la convalida dell’arresto.
Non è escluso che nella stessa
sede il giudice possa decidere
provvedimenti cautelari diversi
o la revoca.
L’omicidio di via Casali si è
risolto in meno di 24 ore, grazie
alla operatività dei carabinieri
che hanno raccolto numerose
testimonianze e che hanno
messo in atto iniziative di
ricerca del principale indiziato
il quale, subito dopo aver colpito
il suo connazionale, era
fuggito a bordo della sua Daewoo.
L’auto poi era stata avvistata
nei pressi del cimitero. Ai
carabinieri è bastato attendere
che il giovane tornasse a prenderla
per arrestarlo.
Il delitto al bar «Ruzza», maturato
nelle pieghe del disagio
sociale e del conseguente alcolismo,
ha colpito in modo particolare
la comunità di Sezze
che ormai da un decennio condivide
la città con migliaia di
rumeni: da un lato l’appello
alle istituzioni affinché sia assicurato
un maggiore ordine
pubblico, dall’altro le istituzioni
che tentano la strada dell’integrazione
considerata l’unica
vera garanzia per la sicurezza.
R.c. (17/10/2007)
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