Ci risiamo. Con l’arrivo del caldo a Sezze scalo torna la secca, e con essa la crisi idrica in buona parte del territorio di pianura. La crisi dell’approvvigionamento idrico è un triste ritornello che non trova soluzione: ad oggi nessuna amministrazione è stata in grado di fare nulla. Evidentemente, tenere molti utenti del servizio idrico senza acqua in casa non è mai considerato un fatto così grave. Anche ieri, comunque, a Sezze scalo l’acqua è mancata per diverse ore, e quando c’èra la pressione era così bassa che ha procurato comunque disagi non indifferenti.
In molte abitazioni l’acqua resta un privilegio: chi non dispone di risorse economiche per permettersi una cisterna con autoclave, nella maggior parte dei casi, deve rifornirsi alle pubbliche fontane con taniche e bottiglie di prima necessità. Quali le cause di questa perenne penuria idrica? Sempre le stesse: il territorio setino, oltre ad avere una rete idrica colabrodo, ha molti problemi legati al mancato completamento dei lavori di attezzaggio del pozzo esistente in via Sicilia e delle relative condotte di adduzione e distribuzione così come prevede il progetto che è stato approvato. Mancano, in sostanza, dei serbatoi idonei a garantire un normale approvvigionamento idrico nel caso in cui la pressione idrica fosse bassa. Sempre quindi.
Per tali problemi, a più riprese, si è interessato il consigliere comunale di zona, Serafino Di Palma che anche ieri ha dovuto rifare il giro di chiamate per segnalare la scarsità di acqua allo Salo. Di Palma ha già comunicato che presenterà l’ennesima interrogazione urgente per sollecitare chi di dovere a predisporre un piano di prevenzione contro la nota penuria idrica che colpisce i residenti dello Scalo soprattutto d’estate. «Siamo solo alla fine di maggio – ha detto ieri Di Palma – e non voglio neanche immaginare quale odissea ci aspetta se con il primo caldo manca già l’acqua nelle nostre abitazioni».
Alessandro Mattei (26/05/2009)
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