LIDANO Zarra, 57 anni, sposato,
un figlio. Laureato in medicina,
presta servizio come dirigente medico
presso l’ospedale di Sezze.
Consigliere comunale e capogruppo
dal 1985 al 1990, assessore alla
sanità, servizi sociali ed ambiente
dal 1990 al 94, attualmente è consigliere
provinciale dell’Udc e fa parte
del cda della Compagnia dei
Lepini. E’ stato sindaco di Sezze
dal giugno 2003 all’aprile 2006.
L’ex primo cittadino guiderà le ambizioni
del progetto politico «Sezze
che cambia», composta dall’Udc e
da cinque liste civiche, Area democratica,
Centro moderato, Costituente
per il partito democratico per
Zarra, Forza Sezze e Setini Indipendenti.
Cos’è Sezze che Cambia?
«E’ una coalizione aperta, costituita
da movimenti politici e culturali e
da partiti, che si propone alla guida
del governo della città nella certezza
di saper rappresentare i solidi
principi di una società civile, moderna,
democratica e solidale, coniugando
i valori cattolici dei moderati
di centro con i valori e le
istanze delle forze laiche, progressiste,
riformiste e liberali. Un progetto
politico-amministrativo per
realizzare un governo stabile e duraturo,
in grado di dare risposte alle
problematiche della città e di promuovere
lo sviluppo sostenibile del
territorio, per il bene comune. Ci
proponiamo agli elettori con un
programma legato al fare e non
all’appartenere che raccogliendo
l’eredità della recente esperienza
amministrativa, caratterizzata dal
suo fattivo dinamismo, nella discontinuità
dell’immobilismo passivo
delle precedenti amministrazioni,
sappia proseguire l’opera di
ammodernamento del paese, per
continuare la stagione della rinascita
e della primavera setina.
Quali i punti salienti del programma
elettorale?
«Gli obiettivi programmatici della
nostra coalizione pongono al centro
del sistema paese la persona, di cui
vanno tutelati i diritti, realizzando
un paese al servizio del cittadino; la
famiglia; la cultura del giusto, che
deve essere patrimonio di chi governa
e di chi è governato; la trasparenza
degli atti amministrativi, l’istituzione
del difensore civico; la
governance democratica. Come
primo punto del programma elettorale
abbiamo proposto l’adesione ai
principi dello sviluppo sostenibile
sanciti dall’agenda 21, che propone
il cambiamento degli attuali modelli
di vita e la necessità di preservare
e gestire le risorse naturali, che sono
patrimonio di tutta l’umanità. Difesa
del verde pubblico, incentivazione
della raccolta differenziata e del
riciclaggio delle materie prime,
piano del traffico e politica dei veicoli
ad energia pulita, risanamento
idrogeologico e riqualificazione dei
depuratori, sono le azioni che intendiamo
proporre. Esprimiamo serie
perplessità riguardo le istituende
centrali turbogas di Aprilia e Pontinia
».
Il prg è una priorità per chi
governerà Sezze. Quale la sua
idea di paese?
«Il nodo centrale del sistema paese
passa inevitabilmente
attraverso
l’approvazione
del
nuovo piano
urbanistico generale
che sappia
coniugare
le peculiarità
naturali del nostro
territorio
con le opportunità di sviluppo delle
imprese e per i soggetti economici
operanti nella nostra realtà. Nel corso
della passata consiliatura abbiamo
già istituito l’ufficio di piano e formalizzati gli
incarichi ai tecnici
per la redazione
delle indagini
propedeutiche.
Le
nuove infrastrutture
che
interessano il
nostro territorio,
in primis la
nuova 156, rappresentano le motivazioni
a supporto della scelta di
destinare la zona della pianura e
dello scalo ad area centrale dello
sviluppo economico e produttivo
del paese. Centro storico e Conca di
Suso, ad alto tasso di urbanizzazione,
impongono come priorità il recupero
urbanistico, a partire dal
patrimonio immobiliare del centro
storico. Va finalmente adottato il
piano colore e vanno programmati
ulteriori interventi di messa a norma
e ammodernamento di tutta la
viabilità della Conca di Suso e del
Campo Setino».
Alla luce degli ultimi eventi siete
ancora convinti della scelta di
realizzare la Rsa nell’ex colonia
agricola a Sezze Scalo?
«La realizzazione dell’opera nella zona individuata dal bando, successivamente
e poco avvedutamente
annullato, oltre a porre fine ad una
questione quindicinale di spostamenti,
parcelle e progetti pagati a
diversi professionisti, risponde ad
un’esigenza di posizionamento
ideale per l’erogazione dei servizi
in un’area vasta, che può interessare
anche utenti dei comuni limitrofi,
garantendo ritorni positivi in termini
di efficienza, efficacia e redditività.
Inoltre la sua ubicazione la rende
idonea come sede di una struttura
specialistica ambulatoriale e polifunzionale,
dotata di eliporto, che
servirebbe un’area molto più ampia
della provincia, alleggerendo il numero
di utenze che gravano sulle
strutture ospedaliere di Latina».
Con la nascita della Spl è stato
dato il via ad una nuova gestione
dei servizi che erano appannaggio
dell’ente comunale. Una scelta
ampiamente criticata dalle opposizioni,
ma che ha sempre difeso
a spada tratta, perché?
«Perché, così come previsto dalla
legge di riforma del diritto societario,
abbiamo trasformato l’ex municipalizzata
in spa, il cui controllo
azionario è detenuto al cento per
cento dall’ente. Perché la Spl è un
vero e proprio incubatore al quale
esternalizzare servizi da realizzare
in house. Perché con la nascita della
Spl si è potuti finalmente uscire dal
carrozzone del consorzio Gea, che
negli anni si è contraddistinto per
servizio scadente e per le perdite di
gestione che il comune doveva ripianare
per la quota parte spettante.
Perché con la gestione diretta facente
capo alla Spl abbiamo dato
sicurezza occupazionale e miglioramento
delle condizioni lavorative
a circa 30 addetti al settore, e acquistato
mezzi, di proprietà dell’azienda,
migliorando in efficacia ed efficienza
il servizio».
Giovanni Rieti (24/05/2007)
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