Un nuovo colpo di scena nel contenzioso esistente tra il Comune di Sezze e la società di Rovigo Dondi. Anche se la sentenza non è stata ancora depositata ieri, in tarda serata, sono emerse le prime indiscrezioni sul verdetto. Sappiamo che le memorie conclusionali erano già state depositate e si era in attesa della sentenza, emessa appunto ieri. In termini calcistici si potrebbe parlare di un pareggio amaro per l’Ente comunale e dolce per la Dondi, perché l’amministrazione comunale proprio nei giorni scorsi, nel corso di un consiglio comunale, si era dimostrata speranzosa per un finale tutto positivo per il Comune. E invece il bicchiere mezzo pieno lo vedrà, ancora una volta, la concessionaria del servizio idrico della città, che incassa una somma che sfiora di poco quella della transazione, abbandonata dall’amministrazione Campoli per arrivare al Lodo finale. In sostanza, se la Dondi è stata condannata a pagare circa 958 mila euro per forniture idriche per la Cassa del Mezzogiorno, la somma più pesante toccherà all’Ente. Il Comune, infatti, è stato condannato a pagare 1, 4 milioni di euro per forniture idriche erogate dalla società al Comune e altri 950 mila euro per altri progetti e lavori eseguiti, sempre nel periodo successivo alla stipula della Convenzione. Per l’avvocato Maurizio Mansutti, difensore della concessionaria idrica, si tratta di una «sentenza equilibrata» che in pratica non si allontana di molto dall’accordo tra le parti che stava per essere raggiunto e poi abbandonato dal Comune. Anche sotto il commissariamento l’accordo esso era andato avanti e si parlava allora di una transazione di circa 2, 5 milioni di euro che il Comune avrebbe dovuto versare alle casse delle Dondi a fronte, oggi, dei 2,3 milioni che il Comune complessivamente dovrà ora sborsare. Ricordiamo che il Lodo arbitrale era stato iniziato dall’ex sindaco Lidano Zarra nel 2005 sulla base di un credito di 980 mila euro che il Comune vantava di avere verso la Dondi la quale, sull’altro piatto della bilancia, aveva messo circa 8 milioni di euro per lavori eseguiti e per fornitura idrica erogata al Comune. La transazione, proseguita dal commissario prefettizio, Leopoldo Falco, e per un breve tempo anche dall’attuale sindaco, Andrea Campoli, è stata abbandonata quindi per un lodo arbitrale simile a quella transazione della discordia. «Nell’accordo avevamo richiesto circa 2, 5 milioni di euro – spiega Mansutti – siamo arrivati ad ottenere circa 2,3 milioni, direi che possiamo dichiararci più che soddisfatti».
Alessandro Mattei (01/12/2008)
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