Una maggioranza
in lenta
agonia, dopo
l'uscita di scena
del consigliere
Enzo
Polidoro visibilmente
costernato
per la
conduzione
dei lavori del
Consiglio, da
parte del presidente
Giovanni
Zeppieri,
del quale ha
chiesto pubblicamente
«la testa», formalizzando
la
richiesta di dimissioni
in
aula.
La maggioranza
Campoli
venerdì notte
ha tracimato.
C'è da registrare
come l'esternazione
di Polidoro
non rappresenti
ad oggi
che la punta di
un iceberg, la
cui piattaforma
si sta via
via sgretolando
sotto gli occhi
attoniti di
chiunque decida
di seguire i
lavori dell'aula.
Frutto della
catastrofe annunciata,
una
approssimazione
tragi-comica
da cui difficilemente
Campoli riuscirà a venire
fuori.
La caduta di stile nella
gestione dei lavori dell'aula
e la lenta ma progressiva
approssimazione che aveva
contraddistinto finora i
lavori sia della commissione
capigruppo, sia nelle
commissioni permanenti,
dove si registrano puntualmente
battute d'arresto, assenze,
rinvii ingiustificati
e molta routine.
Questa incapacità istituzionale
oggi si è trasferita
anche nella gestione delle
adunanze della massima
assise. Una gestione apostrofata
più volte in aula
dai consiglieri di maggioranza,
(Orlandi e Polidoro
appunto) come di opposizione
(Di Palma, Zarra,
Ceccano). Il risultato, l'amaro
in bocca. Ma da parte
del sindaco nemmeno
una parola. Chiuso in un
mutismo che non prende
forma. E così ad una settimana
dall'approvazione
dei Pua, tenuta in seconda
convocazione, si è messa
in opera la stessa scena.
La maggioranza ha tenuto
solo grazie alla responsabile
presa di posizione
dei consiglieri di opposizione
Zarra, Reginaldi,
Casalini, Di Palma e Piccolo
che hanno tenuto fino
alla fine i numero legale,
per l’approvazione, del
progetto Bilancio partecipato.
Un finanziamento
regionale che come abbiamo
già scritto rischia di
non vedere luce. Posta l'incapacità
degli uffici finanziari
di registrare il contenuto
di una normativa che
dopo l'approvazione in
Giunta, chiedeva il passaggio
in sede consiliare.
La spinta alla presenza responsabile
era arrivata solo
grazie all'intuizione del
consigliere anziano Titta
Giorgi, che dopo aver riparato
in extremis sul voto al
conto consuntivo, dal quale
Polidoro aveva deciso di
dissociarsi, è riuscito ad
immobilizzare
l'aula
con la canonica
richiesta
di
mezz'ora di
sospensione
per tornare
in aula
con le idee
più chiare
per tutti. Al
rientro in
aula il fuoco di fila che si
è abbattuto sulla maggioranza
è partito dal consigliere
Rinaldo Ceccano
che aveva già sottolineato
tutte le disarmonie
oggetto di
quel risultato, dalla
mancanza
di controlli
sui centri di
spesa, alle
relazioni
sull' operato
della Giunta
in ambito
d presentazione del bilancio
Consuntivo. Zarra che
aveva più volte appellato
al buon senso di una maggioranza
che dovrebbe
cercare di ripianare i propri
errori anche grazie ai
suggerimenti delle minoranze,
non ha potuto che
stigmatizzare la necessità
di avviare, fin da subito
una presa d'atto della catastrofe
incombente sulla
gestione del sindaco Campoli,
a partire dal mancato
passaggio in sede consigliare
dell'approvazione
delle indennità previste
per il presidente del Consiglio,
assunte invece dalla
maggioranza Campoli con
una semplice delibera d
Giunta. La sessione si era
aperta con un minuto di
raccoglimento in memoria
del giovane sindaco di Sabaudia,
Sandro Maracchioni.
Elisa Fiore (20/07/2008)
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