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Con l'inizio del nuovo anno scolastico,
si ripresenta alla nostra attenzione un
"grattacapo a tutti gli effetti": il problema
dei Pidocchi.
I pidocchi, infatti, pur essendo presenti
tutto l'anno, si diffondono più agevolmente
all'interno delle comunità ed in
luoghi affollati, in generale laddove il
contatto testa/testa è più facile. I pidocchi
sono sempre stati parassiti dell'uomo
e nessuna razza sfugge alla loro aggressione:
ad oggi risulta l'infestazione parassitaria
più frequente in Europa. Si
tratta di piccoli insetti di colore grigiobrunastro
che sono obbligati, per poter
sopravvivere, a parassitare, cioè a sfruttare
le risorse di un organismo ospite.
Dispongono di uncini con i quali si
ancorano ai peli dove depongono le uova
(lendini) e dai quali si spostano sulla cute
per nutrirsi di sangue. Le uova, visibili
come piccole strutture tondeggianti traslucide
di colore bianco o marrone chiaro,
si schiudono dopo 6-10 giorni e
successivamente rimangono per alcuni
giorni sul fusto del pelo. Le tipologie più
diffuse di pidocchio sono quelle del
capo, del corpo e del pube. Ci interesseremo
in questa sede di quelli del capo,
provando a dare una risposta alle domande
più frequenti sui pidocchi:" Come
avviene la trasmissione?
Può verificarsi sia per contatto diretto
(testa/testa), che per contatto indiretto
(con lo scambio di pettini, cappelli, cuscini,
sciarpe, salviette, lenzuola…). La
trasmissione per contatto diretto è agevolata
dal fatto che il pidocchio possiede
l'istinto di portarsi all'estremità del capello,
pronto ad abbandonare l'ospite, in
condizioni percepite di pericolo, quando
ad esempio avverte il movimento del
pettine o l'odore di certi pesticidi.
" La presenza di pidocchi è indice di
cattiva igiene?
Non necessariamente. Sicuramente la
loro diffusione è più agevolata in caso di
igiene non adeguata.
" Come si manifestano?
Il prurito è il sintomo dominante. Il
grattamento ripetuto può provocare
escoriazioni e la loro possibile sovrainfezione.
E' molto difficile individuare
l'insetto adulto; è possibile invece riscontrare
le lendini ancorate in prossimità
della radice del capello, soprattutto
nelle zone più calde del cuoio capelluto,
quali la regione retro-auricolare ed occipitale.
Può manifestarsi a volte un ingrossamento
reattivo dei linfonodi del
collo.
" E' possibile prevenire l'infestazione?
E' pressoché impossibile prevenire efficacemente
l'infestazione; è possibile
però prendere delle importanti precauzioni
per limitarne la propagazione. E'
consigliabile evitare il contatto testatesta
e non condividere oggetti ed indumenti
personali. Tutti i membri della
famiglia dovrebbero essere esaminati ed
eventualmente trattati; è preferibile lavare
in acqua a temperature superiori a 60°
i vestiti e la biancheria utilizzati ed
allontanare per 2-3 settimane quanto non
sia possibile sottoporre a questo trattamento.
La rasatura del capo sembra non
essere utile allo scopo; in ogni caso il
capello lungo è sicuramente più esposto
a rischio di trasmissione.
E' buona norma avvisare preventivamente
la scuola e/o ogni forma di comunità
frequentata dal paziente infestato.
" Come si cura?
Composti a base di piretrine e permetrina
sono da considerarsi di prima scelta
per l'alta efficacia e per il buon rapporto
rischio-beneficio; il malathion rappresenta
comunque una valida alternativa.
Di più recente introduzione sono i prodotti
contenenti olii di silicone che agiscono
in modo puramente fisico, soffocando
il pidocchio. A capelli ancora
bagnati è preferibile comunque procedere
alla rimozione meccanica delle lendini
attraverso un apposito pettine a denti
stretti, preferibilmente di metallo. E'
buona norma ripetere il trattamento dopo
circa 7-10 giorni. E' infine importante
seguire tutte le precauzioni sopra riportate.
Sono disponibili inoltre dei trattamenti
sistemici a cui tuttavia si ricorre
raramente.
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