Nelle intenzioni della Giunta
Campoli, al primo punto del programma
politico presentato ai cittadini,
c'era la rivitalizzazione del
centro storico. Da quel giorno altri
tre esercizi hanno chiuso i battenti.
E la questione sembra essere
rimasta nel cassetto. Gli sparuti
esercizi sopravvissuti all'onda
della grande distribuzione, scontano
l'assenza di regole certe per il
commercio e l'occupazione del
suolo pubblico. Ancora una volta
si favoriscono le imprese edili a
discapito dei piccoli commercianti
costretti a subire.
E' perplesso Moreno, viene da
Ferrara e per amore ha deciso di
seguire una donna vedova, conosciuta
qualche anno fa a Modena.
«Lo sto facendo per loro, per questi
due bambini e mi chiedo per
quale motivo in questo paese il
silenzio e l'omertà la facciano da
padrona. Se non conosci qualcuno,
il tuo diritto di cittadino è carta
straccia». Moreno viene da Ferrara e non ha paura di parlare, un'altra
cultura, un altro modo di vedere
le cose e di affrontare la vita,
avendo sempre la certezza di cosa
sia il diritto e cosa siano le regole,
che valgono per tutti, nessuno
escluso. Mostra le carte: «Secondo
la concessione per l'occupazione
permanente di spazi ed aree
pubbliche, del 1.04.1998, gli eredi
Savo, la signora C.M. e penso
per diritto analogo oggi la mia
compagna Beatrice, titolare di
quella licenza, venivano autorizzati
ad esporre i propri prodotti
con copertura su un’area di 3 metri
quadrati, in quella che un tempo
si chiamava piazza dell'Erba,
l'autorizzazione era permanente
». Moreno ha continuato ad esporre la merce, ed a pagare
regolarmente, fino a quando, un
bel giorno in conseguenza ad un
sopralluogo (l'esercizio è a pochi
passi dalla casa comunale) la polizia
municipale contesta agli
Eredi Savo la non titolarità dell'occupazione
del suolo pubblico.
Li invitano a togliere cassette e
bancali. Il documento non dice
«se è possibile ricorrere contro
l'atto, né c'invita a regolarizzare la
nostra richiesta, poiché ancora risultante
intestata ad altre persone.
Noi presentiamo una domanda -
spiega Moreno - ed a dicembre
2007 chiediamo ci venga concesso
il diritto di Carico e Scarico in
piazza XX Settembre, chiedendo di poter avere uno spazio delimitato "da strisce gialle non solo per
il mio negozio, ma anche per i vari
negozi vicini, ed un cartello che
limiti la sosta a 20 minuti per
consentire ai clienti dei vari negozi
di fare acquisti e di andare via
velocemente». Il risultato è il silenzio.
Inspiegabile, a distanza di
sei mesi l'occupazione, revocata
attraverso un atto non contestato
sotto il profilo formale, gli Eredi
Savo vengono estromessi dal loro
spazio. Beatrice, madre di due
bimbi, era sconvolta: «Hanno iniziato
a gridare perché non volevamo
spostare il nostro mezzo che ci
occorre per fare il carico e scarico
delle merci, e poi vede, il bollettino
per pagare la Dogre è arrivato
anche quest'anno, 68 euro per una
concessione che è quella che, risulta
anche agli uffici della Dogre,
ma che al Comune ed al Comando
di Polizia Municipale non risulta
e c'invitano a farci restituire i soldi.
E' una follia…»
E. F. (25/06/2008)
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