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Comune e occupazione, assunti sei Lsu
Sezze, il vicesindaco Marchionne annuncia

| (Il palazzo comunale)
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LA GIUNTA comunale di
Sezze ha provveduto alla stabilizzazione
di sei lavoratori
socialmente utili con trasformazione
del rapporto da previdenziale
a rapporto di lavoro
a tempo indeterminato e di
ruolo.
Ne hanno dato notizia l’assessore
al Personale, nonché
vicesindaco Umberto Marchionne
che, di concerto con
il neo dirigente del settore
Affari generali, Francesco
Petrianni, si è fatto promotore
di questa iniziativa. Si tratta
di lavoratori in cassa integrazione,
a carico dell’Inps fino
al 31 maggio 2007, che il
Comune di Sezze aveva impiegato
nell’ambito dei lavoratori
socialmente utili, e che
ora andranno a ricoprire posti
vacanti in pianta organica di
cui l’ente comunale necessita:
«L’atto approvato dalla
giunta - ha dichiarato il vicesindaco
Umberto Marchionne
- è il primo passo per
combattere il precariato nella
pubblica amministrazione.
La stabilizzazione del personale
precario è riconosciuta
in primo luogo dal diritto al
lavoro, sancito dall’articolo 4
della Costituzione e dall’articolo
1 dello Statuto comunale,
a cui l’amministrazione si
ispira perseguendo, tra i propri
obiettivi, la piena occupazione
dei cittadini, e in particolare
dei giovani. Per questi
ultimi l’ente ha predisposto
un bando che prevede di devolvere
dei contributi finanziari
alle imprese che assumeranno
giovani della città di
Sezze». Il vicesindaco ha
spiegato che il numero dei
lavoratori socialmente utili
presenti nel comune di Sezze
è pari a 18. Al momento ne
sono stati assunti sei, mentre
quattro a breve andranno in
pensione; per i restanti otto
l’amministrazione si sta impegnando
a trovare una giusta
collocazione. L’ente potrà beneficiare
di un contributo regionale
per un periodo di tre
anni per ciascun lavoratore
socialmente utile la cui posizione
viene stabilizzata. L’atto
approvato dalla giunta
Campoli rappresenta il contributo
dell’amministrazione
comunale a «combattere il
precariato affinché ad ogni
lavoratore sia garantita la prospettiva
di costruzione di un
futuro e di esercitare, attraverso
il lavoro, i propri diritti
di cittadinanza».
G.r. (14/10/2007)
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