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Le reazioni ai "Casali"
Gente sconcertata: "Qui non si vive più tranquilli"
“Da quando ci sono loro questo posto non è più tranquillo”. E' il commento di un uomo di mezza età, tra i molti che cercano di capire a caldo cosa sia successo all'esterno dell'ex bar Ruzza, a rappresentare l'umore di una buona fetta della gente di Casali. In questa popolosa frazione di Sezze, l'ampia campagna che si estende tra il centro cittadino e le montagne lepine, la comunità rumena sembra tuttavia essersi ambientata bene. Molti sono gli stranieri, come lo sfortunato Daniel Dumitru, che lavorano nei campi o in aziende locali. La presenza degli stranieri a Sezze è ben disseminata sul territorio, ma percepita con maggiore timore dalla gente che abita il centro cittadino dove le case e perfino i magazzini sono stati affittati quasi esclusivamente a persone dell'est europeo. Del resto gli episodi di cronaca legati ad immigrati avevano finora interessato solo il paese. “Ma è molto tempo che si verificano risse e scorribande notturne da queste parti” racconta Paolo, un signore che a Casali ci vive. L'amarezza per il barbaro atto di domenica sera viaggia anche via Internet, attraverso i forum di discussione locali. “Ci vuole tanto – si chiede Web su Sezzeweb.it – per effettuare più controlli o per emettere qualche ordinanza che vieti ai locali pubblici di vendere alcolici alle persone che manifestino evidenti sintomi d'ubriachezza? Adesso i nostri beneamati politici diranno che Sezze non è un paese sicuro, ma sono anni che veniamo presi in giro dalle varie amministrazioni e il momento d'agire è arrivato da molto tempo”. “Bisogna iniziare – sostiene tale Crotalo - a perseguire i proprietari delle case affittate in nero ed in condizioni a dir poco proibitive, ad aumentare i controlli dei carabinieri per strada e degli ispettori del lavoro nei cantieri e nei campi”. “Non sarebbe male – aggiunge Ayla - se le forze dell'ordine iniziassero a controllare sul serio i “caporali” che tutte le mattine riempiono i loro furgoni con gli “schiavi del duemila” e il pomeriggio girano con i loro “macchinoni” per tutta Sezze”.
Cristian Capuani (16/10/2007)
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