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Come fare per chiedere il rimborso del servizio depurazione non avuto
Il 7 febbraio l'iniziativa dell'opposizione, spiega tutto Piccolo

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Si avvicina la data del 7 febbraio, giorno in cui alcuni consiglieri di opposizione daranno vita ad un’iniziativa per la tutela dei cittadini nei confronti della Dondi. L’idea è nata a seguito della sentenza 335 della Corte Costituzionale dello scorso 10 ottobre che prevede il rimborso del canone della depurazione qualora il servizio fosse assente o insufficiente. Sottolinea la validità e soprattutto l’importanza dell’iniziativa popolare il consigliere del Pdl Antonio Piccolo. «Ci sono tanti utenti che per anni hanno pagato la quota di depurazione nonostante il servizio non fosse attivo. Conosciamo tutti lo stato dei depuratori setini e finalmente è arrivata una sentenza che tutela gli utenti per un servizio fondamentale quale è quello della depurazione delle acque. Come membri dio questo consiglio comunale, eletti dai cittadini – prosegue Piccolo – ci siamo dovuti necessariamente impegnare per la salvaguardia dei diritti, almeno di quelli minimi. Per questo motivo, insieme ai consiglieri Di Palma e Vitelli, abbiamo dato vita a questa iniziativa, che speriamo riesca a mutare questo stato di cose che dura da oltre quindici anni nella nostra città».
La manifestazione si terrà nel Centro sociale “Ubaldo Calabresi” e in quella sede i consiglieri d'opposizione saranno a disposizione della cittadinanza e quindi degli utenti del servizio idrico e fognario per riempire i moduli di richiesta dei rimborsi dei canoni di depurazione degli ultimi 5 anni. Saranno poi gli stessi consiglieri a protocollare alla Dondi ed al Comune le richieste di rimborso. «Non si può considerare lettera morta una sentenza 335 della Corte Costituzionale – prosegue il consigliere del Popolo della Libertà – come è stato fatto da questa amministrazione da ottobre ad oggi. La spada di Damocle del Lodo arbitrale che poi ha condannato il Comune a rimborsare la Dondi è stata una sorta di vincolo ad operare per il rispetto della sentenza 335. Per questo motivo abbiamo deciso di scendere in campo in prima persona a sostegno di quei cittadini mal informati dall’amministrazione e quasi mai tutelati in quindici anni di servizio idrico affidato in concessione alla Dondi. Dopo aver saputo della nostra iniziativa – conclude Antonio Piccolo – il Comune ha avviato una campagna di sensibilizzazione per spiegare ai cittadini le modalità di richiesta del rimborso del canone di depurazione sulle bollette. Una manovra lenta e prevedibile, che avrebbe avuto successo qualora fosse stata realizzata a sentenza stabilita. Ora è tardi ed i cittadini finalmente capiranno chi in consiglio comunale sta dalla loro parte».
Alessandro Mattei (31/01/2009)
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