Nel prossimo appuntamento
del Consiglio comunale di Sezze
dedicato al question time,
che si terrà martedì prossimo, il
candidato sindaco della Casa
delle Libertà, Serafino
Di Palma, riproporrà
un tema
particolarmente
sentito dai residenti
di Sezze Scalo.
Si tratta del collegamento
attualmente
mancante tra il
centrale Corso della
Repubblica e la zona
167, in cui sono
posti alcuni servizi essenziali.
L'esponente del Movimento
democratico, nel testo dell'interrogazione
presentata, mette
in risalto il fatto che il nuovo
Piano regolatore, attualmente
in fase di studio, prevede il
recupero delle zone collegate
in modo inadeguato alle strutture
e ai servizi pubblici.
Allo stesso tempo evidenzia
che nella frazione di Sezze
Scalo si è assistito in
questi ultimi anni ad
una forte crescita demografica
e territoriale:
«Alla luce di tali
considerazioni, chiedo
al sindaco ed all'assessore
competente che
venga individuato il sistema
di collegamento
migliore, utilizzando
una delle strade oggi
esistenti tra le due zone, consentendo
una più facile accessibilità
dei residenti a strutture
essenziali quali: ufficio postale,
scuola materna, scuola elementare,
scuola media, segreteria
didattica e giardini pubblici.
Permettendo tale
collegamento - continua Serafino
Di Palma - si avrà la
possibilità di intervenire in maniera
significativa anche sui
livelli di inquinamento della
frazione di Sezze Scalo. Il percorso
alternativo, infatti, permetterebbe
di non essere costretti
all'utilizzo sistematico
dell'automobile, diminuendo
significativamente la lunghezza
del tragitto».
Riguardo alla creazione di
questo collegamento, l'esponente
del Movimento democratico
suggerisce di far riferimento
ad una delibera del consiglio
comunale, la numero
102 del 15 settembre del 1998,
che aveva come oggetto la richiesta
di un mutuo per la
realizzazione del collegamento
stesso: «Il progetto - conclude
Serafino Di Palma - non venne
mai realizzato solo per un vizio
di forma, ma mi sembra opportuno
far rilevare che quel Consiglio
comunale si era pronunciato
a favore».
Giovanni Rieti (04/04/2008)
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