«Frutta e verdura: meglio regalarla che svenderla». Lo afferma il presidente della Coldiretti di Sezze Vittorio Del Duca parlando dei rincari dei prezzi dal produttore al consumatore. «Per la prima volta - dice - i produttori pontini di Coldiretti, insieme a quelli campani e pugliesi si sono mobilitati a Roma per difendere il primato della verdura e della frutta made in Italy, messo a rischio da una crisi senza precedenti. A causa dei miseri ricavi, che non riescono più a stare al passo con i continui e costanti aumenti dei mezzi di produzione, nella sola provincia di Latina sono a rischio ottomila aziende e quindicimila posti di lavoro. Gli agricoltori preferiscono regalare i propri prodotti piuttosto che svenderli a pochi centesimi. E’ per questo che in Piazza Santissimi Apostoli sono stati distribuiti oltre 100 quintali di pomodori, peperoni, melanzane, angurie e meloni».
E’ l’effetto del crollo dei prezzi in campagna che ha messo in crisi le imprese agricole senza avvantaggiare i consumatori ai quali la frutta e la verdura viene fatta pagare con ricarichi anche di oltre il 500 per cento. «Le motivazioni della crisi attuale - aggiunge il presidente della Coldiretti -vanno ricercate nella scarsa attenzione che negli anni è stata riservata all’agricoltura, svenduta e svilita per altri interessi, quasi che fosse un settore marginale. Sotto accusa sono l’inadeguatezza delle normative comunitarie per la prevenzione e la gestione delle crisi di mercato ma soprattutto la distribuzione commerciale che non è riuscita fino ad ora ad arrivare ad offrire prodotti di qualità ad un prezzo equo per produttori e consumatori». Del Duca torna a chiedere una assunzione di responsabilità dell’intera filiera, da quando il prodotto esce dall’azienda fino a quando arriva sul banco dei supermercati «perché - ricorda -nella forbice dei prezzi, dal campo alla tavola, c’è sufficiente spazio per garantire reddito ai produttori e vantaggi per i consumatori». Ecco un paio di esempi dei rincari dei prezzi dal campo alla tavola, quindi dal produttore al consumatore: Lattuga da euro 0,23 a euro 1,50 con un rincaro del552%; Angurie da euro 0,11 a euro 0,60, rincaro 445%.
Alessandro Mattei (18/08/2011)
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