Diffidare del canone di depurazione incluso nella bolletta idrica perché è illegittimo. Non è tutto. I cittadini-utenti debbono essere rimborsati dalla Dondi, concessionaria del servizio idrico della città. Interviene sulla vicenda in modo determinato il consigliere comunale del Pdl Antonio Vitelli. Come si dice.. carta canta. E sì perché il 10 ottobre scorso la Corte Costituzionale italiana ha depositato la sentenza n. 335 che ha ritenuto incostituzionale l'art. 14, comma 1, della Legge n.36 del 1994 (e delle successive modifiche intervenute), che regola le disposizioni in materia di risorse idriche. Tutto ciò si traduce - chiarisce Vitelli - nell'obbligo per la concessionaria idrica (oggetto del ricorso da parte di due cittadini) di restituire le somme percepite per un servizio (la depurazione) che non è stato garantito all’utenza, e per il quale ha chiesto e percepito quattrini. «La sentenza n.335/2008 della Corte Costituzionale rappresenta una vera svolta per le modalità di gestione del servizio idrico pubblico – afferma Vitelli -poiché ha abolito l'articolo che rendeva possibile una vera e propria vessazione per i cittadini, costretti a pagare anche quando la concessionaria, non garantiva loro nessun servizio in merito alla depurazione. Infatti, secondo la sentenza, ciò si è tradotto per anni, come nel caso dei cittadini di Sezze e della concessionaria del servizio idrico Dondi S.p.a., nella violazione di ben 5 articoli della Costituzione Italiana, relativamente al potere arbitrario e persecutorio di imporre una prestazione patrimoniale in assenza della relativa controprestazione (art. 2 ), nella discriminazione dei cittadini che versano la tariffa senza usufruire del servizio (art. 3)». Molte le conseguenze di questa decisione, come fa notare ancora il Vitelli. «Così viene incoraggiato il lassismo degli enti locali, a spese del cittadino, della sua salute e dell'inquinamento ambientale che ne deriva ( art.32 ), viene esercitata un'attività economica in contrasto con la dignità umana e sociale ( art.41 ) , ed infine si consente in questo modo, alla pubblica amministrazione, d'imporre ai cittadini una sorta di “tassa sine titulo”, la cui finalizzazione alla futura realizzazione di impianti, appare generica ed astratta ( art. 97 )». Al consigliere del Pdl non basta mettere al corrente il cittadino delle «novità illegittime» che legano la città alla Dondi ma parla anche dei risvolti economici positivi per i cittadini, e negativi quindi per la Dondi. Il pidiellino annuncia di porre in essere una Class Action in favore dei cittadini che volessero proporre i ricorsi relativi presso il Giudice di Pace competente contro la concessionaria Dondi. «Inutile aspettare qualcosa di tangibile da Campoli e la sua Giunta o la sua amministrazione – chiude - troppo impegnati a difendere gli interessi delle Dondi a cui a breve, dovremo noi cittadini, pagare oltre 2,5 milioni di euro di debiti fuori bilancio, per i lavori ed il servizio eccellente svolto in questi 15 anni». Per non parlare dei 5 milioni di euro stanziati dalla regione per un’ opera che la concessionaria «avrebbe già dovuto realizzare con fondi propri».
Alessandro Mattei (27/10/2008)
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