La vittoria del centrosinistra e l'elezione al primo turno del nuovo sindaco di Sezze, Andrea Campoli, confermano la tendenza che a Sezze la politica è tornata nelle mani dei partiti e delle storiche classi politiche. La fallimentare esperienza civica dell'ex sindaco, Lidano Zarra, e l'insuccesso del neo progetto civico "Sezze che Cambia" testimoniano ancora di più la fine di una parentesi durata poco meno di tre anni, e di una esperienza amministrativa fine quasi a se stessa. Il risultato delle elezioni amministrative del 27 e 28 maggio scorso, invece, è un dato inconfutabile. Rispetto alle comunali del 2003, in città, tornano ad avere consensi i partiti e i gruppi dirigenti costituiti e che hanno in Provincia, in Regione e in Parlamento i rispettivi rappresentanti e referenti. Il flop totale delle liste civiche è facilmente dimostrabile dai voti che l'elettorato setino ha espresso. Tranne la lista civica "Per Zarra" che arriva ad una percentuale del 7,7 per cento (metà della quale è stata concentrata nel capolista Ceccano) tutte le altre liste civiche non superano il 4 per cento delle preferenze. Basti pensare a quanto successo, ad esempio, nelle file del Movimento Democratico di Sezze Scalo. A dieci anni esatti dalla sua nascita è passato da 1452 voti a soli 447 con appena il 3 per cento rispetto al 10 di quattro anni fa. Liste civiche come "Sezze condivisa", "Paese Nuovo", "Progetto Sezze", "Sezze diverso" ed altre che rientravano nella coalizione di Alternanza Amministrativa si aggiravano tutte intorno al 6-7 per cento mentre i partiti storici della città avevano avuto tutti un tracollo: esemplare il caso della Margherita che nel 2003 scese a 338 voti con il 2,3 per cento, mentre oggi riconquista preferenze sino al 7,9 per cento, con un totale di 1193 voti).
Il quadro politico appare, quindi, del tutto stabilizzato. Quel rientro nei partiti di storici personaggi della politica ha giovato molto ad una coalizione che ha messo tra le priorità il rispetto delle regole condivise e la trasparenza nell'azione amministrativa. Ha vinto, insomma, la politica della partecipazione e del confronto sano e sono stati sconfitti gli individualismi, il trend centrifugo di alcuni gruppi di persone e la cosiddetta "politica dell'orticello".
Alessandro Mattei (01/06/2007)
|