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Ciarmatore lascia il PD
Cocente delusione
Lino Ciarmatore lascia il Pd. I
motivi? «Con la nascita del Pd
avevo creduto nel rinnovamento
della politica per l'affermazione
in Italia, finalmente, di un grande
partito riformista. Ahimè, delusione
cocente. All'interno del
Pd convivono, in realtà, due
partiti; gli ex Margherita da una
parte e gli ex Ds dall'altra. Ogni
decisione deve sempre essere
mediata. Non vi sono visioni
comuni. Insomma non esiste un
partito unitario e coeso che possa
generare entusiasmo e quindi
consenso. Per questo lascio ogni
incarico all'interno del Pd e, da
vecchio socialista, rientro nel
mio vecchio partito. Il Partito
socialista dove continuerò a
contribuire all'affermazione delle
aspettative riformiste di cui il
Paese ha bisogno». «Ad un mese
dalle Europee - fa rilevare
Ciarmatore - ancora non si riesce
a sapere quale sia la collocazione
del Pd all'interno del Parlamento
Europeo; mentre le primarie,
si sono rivelate una prova
di forza tra le due correnti, con
l'unico scopo di permettere l'affermazione
del candidato di riferimento.
Altro che coinvolgimento
della società civile. Stesse
disarmonia sul nome del
candidato alla carica di Presidente
della provincia. Il nome di
Domenico Guidi avrebbe accontentato
tutti gli elettori di
centro sinistra, ma probabilmente,
essendo Guidi un indipendente
in quel partito, non
riusciva a mettere d'accordo le
due fazioni politiche del Pd. Da
qui la mia decisione di appoggiare
il programma della lista
’Provincia Futura’ del candidato
Guidi, l'unica vera opposizione
in provincia alla giunta Cusani
in questi anni di fallimento del
centro-destra».
Elisa Fiore (06/05/2009)
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