ANCORA una seduta interlocutoria
per la Commissione
Assetto del territorio.
L'estate sui Lepini ancora
non s'è vista. Ma quello
che doveva essere il regolamento
di supporto agli
esercizi commerciali, da
licenziare in primavera,
per dare regole certe a chi
volesse realizzare una pedana
o fissare un chiosco
in piazza, sembra essere
ancora in alto mare.
Si registra pertanto ancora
una fumata nera per
l'approvazione del Regolamento
comunale per l'occupazione
delle aree pubbliche
e private. La giornata
di venerdì doveva
servire a licenziare il testo
del regolamento proposto
già da quattro sedute dalla
presidente Sonia Ricci, ed
invece è ancora fermo al
palo. Dal momento che la
mappatura degli esercizi
che occupano di fatto superfici
pubbliche e o di
quelle che non potrebbero
essere sottoposte ad un simile
impatto urbanistico,
ancora non v'è traccia.
Stop anche per l'approvazione
dei Pua, (piani di
utilizzo aziendale) benché
sembrerebbe plausibile
ipotizzare che tra la maggioranza,
ieri rappresentata in Commissione solo
dalla presidente Sonia Ricci,
e le minoranze, presenti,
Serafino Di Palma
(componente effettivo),
Rinaldo Ceccano (componente
in sostituzione di Lidano
Zarra), si sarebbe trovata
una linea condivisa.
Ovvero, procedere nel
corso del prossimo Consiglio
comunale alla verifica rappresentaed
all'approvazione dei
cinque progetti presentati
prima della circolare della
Regione Lazio, affinché
fosse il Consiglio, «quale
organo di indirizzo e di
controllo politico-amministrativo
in generale e nella
materia urbanistica in particolare
», a decidere in
materia di Pua.
Il Dipartimento del Territorio
della Regione Lazio
solleva da ogni responsabilità
diretta l'Ufficio tecnico,
e ne motiva nel principio
derogatorio alle prescrizioni,
del Piano
regolatore generale la necessità
di individuare criteri
certi che vedano la
diretta responsabilità degli
organi politici coinvolti
nelle scelte tese a modificare
sostanzialmente il Prg
ed il paesaggio rurale. Una
sollecitazione affinché
fosse l'organo istituzionale
a procedere all'approvazione
di quelle varianti urbanistiche,
richieste dalle
aziende locali, che agendo
in deroga al Prg cittadino,
avrebbero potuto celare
anche sostanziali variazioni
dell'assetto territoriale,
in difformità al Ptpr, e delle
effettive finalità per cui
le stesse venivano richieste.
Elisa Fiore (15/06/2008)
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