Crolla e trasuda umidità,
l'antico tetto della chiesa di Sant'Antonio
a Sezze. La chiesa attualmente
di proprietà del Fec
(fondo ecclesiastico per il culto)
sotto la tutela del Ministero dell’Interno
da secoli rappresenta
per i sezzesi devoti al santo di
origine portoghese, un punto di
riferimento religioso, come testimoniano
le centinaia di ex
voto affissi lungo le navate laterali
della bella chiesa d'impianto
romanico, rimaneggiata in epoca
più recente, adornata in stile
barocco con una pala d'altare
monumentale che, assieme ai
cinque grandi quadri ad olio che
ornano le due navate laterali,
costituiscono il vero tesoro custodito
da qualche secolo. Il motivo
di tanta devozione forse risiede
nel fatto che si trovasse a
ridosso dell'antico ospedale di
San Carlo e forse i malati ed i
sofferenti vi si rivolgessero in
attesa di una guarigione. Ma da
alcuni giorni, dall'antica chiesa è
stata prelevata una delle statue di
Sant'Antonio che, assieme ad
un'altra tela sarebbero state consegnate
dal delegato della Curia
ai laboratori di restauro affinché
la stessa non venga esposta a
danni inimmaginabili. Un'altra
statua, quella che i devoti portavano
ogni anno in processione,
ancora per poco tempo troverà
albergo nella chiesa dei Cappuccini,
da cui dovrà essere trasferita
per il programmato restauro
della chiesa di San Francesco.
«Siamo al paradosso - spiega
una fedele - la chiesa di Sant'Antonio
rischia di crollare, e nell'attesa,
per evitare che le opere
rimangano vittime di un crollo,
iniziano ad essere asportate, ma
del restauro delle mura nessuno
parla più». La chiesa infatti sembra
finita nel dimenticatoio. Si
mormora che qualcuno abbia
chiesto al Comune di Sezze, più
di un anno fa, di decretarne lo
stato d'inagibilità per permettere
un intervento d'urgenza prima
del crollo. Ci si chiede perché la
richiesta d'inagibilità non sia
stata avanzata ai Vigili del Fuoco?
E la Prefettura è stata informata
del rischio incipiente? Da
allora, solo nel corso della processione
del 13 di giugno si ha
l'opportunità di poterla visitare.
«Ma - apre le braccia un testimone
sconsolato - in Italia, si sa
come vanno queste cose…».
L'appello del Pontefice a Sezze
non è ancora arrivato. Qui per il
restauro basterebbero 500-600
mila euro. Cosa
si attende? L'esterno
della
chiesa è profanato
dai vandali,
le antiche pietre
coperte da scritte
inutili di adolescenti
annoiati
e da anni, nessuno
impone una
v i d e o s o r v eglianza
per scoraggiare
i più testardi,
né chiede
pubbli camente
di astenersi da
gesti simili, magari
offrendo altre
pareti pubbliche
per esprimere
il proprio
disagio a quella
tribù che ha fatto
del cortile
della chiesa di
Sant'Antonio il
luogo delle privato
del proprio
disagio. Una chiesa nel centro
del paese, può essere lasciata nel
pieno degrado strutturale ambientale
e visivo?
Elisa Fiore (05/01/2010)
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