A Sezze si continua ancora a parlare
del cedimento del tetto di Palazzo
Pitti. Il crollo si è verificato domenica
pomeriggio, durante un violento
nubifragio che si è abbattuto sul
centro lepino.
For tu na ta me nte
non siano
stati registrati
danni a persone
o cose ma,
tra la gente tanta
la paura poiché
il tonfo del
tetto è stato
udito perfettamente
dai residenti
della zona.
Ma molta anche
l'incredulità
nel vedere
una struttura,
da poco restaurata,
cedere per
un acquazzone.
Proprio per
far luce su questo, l'amministrazione
comunale fa sapere che saranno presi
i giusti provvedimenti per individuare
le dovute responsabilità. Intanto,
dall'Ufficio Tecnico comunale, molto
presto - oggi stesso presumibilmente
- uscirà l'ordinanza dirigenziale
che disporrà le misure da adottare
per mettere in sicurezza l'intera
area, cominciando con il rimuovere
le pericolose infiltrazioni che, in
questi giorni si sono accumulate nella
struttura.
I lavori eseguiti qualche anno fa
sull'edificio settecentesco, per un importo
totale di 195 mila euro, interessarono
il consolidamento dei solai, il
rifacimento della facciata e solo 65
mila euro furono spesi per interventi
di manutenzione del tetto.
Interventi incompiuti tanto che la
capriata - la struttura in legno utilizzata
nella realizzazione dei tetti - che
domenica ha ceduto, era puntellata
poiché totalmente marcia. Ciò fa
presumere che chi ha realizzato i
lavori non ha provveduto alla sua
sostituzione. I motivi saranno accertati
nelle dovute sedi, intanto però, il
crollo del tetto del Palazzo sta dando
molto da discutere alla «piazza» setina.
Discussioni che rimandano alla sicurezza
di questi antichi palazzi del
centro storico. Inevitabile, a tal proposito,
non parlare della situazione
di un altro palazzo, quello sito in Via
Roma, una volta sede dell'Ufficio
Registro. Uno stabile, non di proprietà
comunale, che sta in piedi per
miracolo e che prima o poi verrà giù
causando l'irreparabile. La questione
fu sollevata già l'anno scorso dal
Movimento Libero Iniziativa Sociale
di Sezze che provocatoriamente propose
il suo abbattimento per realizzarne
parcheggi. La proposta, se attentamente
analizzata, non è da scartare.
Il palazzo non è antico, ma
vecchio, non ha quindi alcun valore
storico. I solai, al proprio interno,
sono collassati su loro stessi, le finestre
provvisoriamente tamponate
con carton gesso e il tetto è ormai
quasi divelto. Divenuto da tempo
dimora di ratti e piccioni. Stiamo
parlando di un edificio che si trova in
una zona densamente abitata e frequentata,
quindi, una tragedia è
quantomeno prevedibile, dunque
scongiurabile. Abbattere il palazzo e
realizzarne parcheggi sarebbe una
delle soluzioni più idonee, anche
perché Sezze, ha veramente bisogno
di parcheggi. Tuttavia, va ricordato
che l'amministrazione comunale, da
qualche tempo ha iniziato un'azione
di recupero di alcuni palazzi storici.
Incentivata soprattutto dal consigliere
Titta Giorgi, questa sta già interessando
il Palazzo Rappini che per la
fine dell'estate tornerà al suo antico
splendore.
Alessandro Di Norma (01/07/2009)
|