Si tratta di un ritorno a casa dopo 6 anni. Era il 2003 quando lasciò il centrosinistra per sostenere l’ex sindaco Lidano Zarra e poi il centrodestra nell’esperienza amministrativa finita col commissariamento dell’Ente. Nel 2007 poi si era ripresentato sempre con la coalizione di Zarra, con la lista Centro Moderato, ma con la squadra dell’ex sindaco, in realtà, non c’è mai stata unità di intenti. Insomma, quello del consigliere Lino Cerrone è un riabbraccio a quei valori politici che da sempre condivide, sin quando militava nelle file del Pci. Con una lettera indirizzata al sindaco Campoli, al presidente del consiglio comunale Zeppieri e al capogruppo del Pd Eramo, spiega i motivi che lo hanno ricondotto nel centrosinistra e nel Pd. L’ufficializzazione arriverà nel prossimo consiglio comunale, previsto per il 20 di gennaio. «Dopo attenta valutazione del quadro politico - spiega il consigliere - ho ritenuto di dover fare alcune riflessioni riguardo alla necessità di compiere scelte chiare e nette sulla mia collocazione politica. La riproposizione dell’esperienza delle liste alle ultime amministrative - aggiunge Cerrone - non ha trovato il sostegno dei cittadini di Sezze, che invece hanno preferito premiare una coalizione formata da partiti strutturati e con chiari riferimenti ideali e programmatici. A distanza di un anno e mezzo non posso che constatare la lungimiranza degli elettori setini, poiché le scelte compiute da questa amministrazione stanno creando i presupposti per un rilancio reale del paese e, al tempo stesso, stanno risolvendo problemi storici del territorio, soprattutto nelle periferie. Non posso che essere soddisfatto degli interventi messi in campo per Ceriara, grazie soprattutto all'intervento del consigliere Titta Giorgi». Il nuovo esponente di maggioranza intende offrire un contributo positivo alla maggioranza. Non intende però cedere a ricatti e vuole «lavorare senza impedimenti». Con l’ingresso di Cerrone in maggioranza, la stessa si allarga a 13 consiglieri più il sindaco, rafforzando inoltre il granitico gruppo del Pd. «La mia collocazione politica, anche alla luce della mia storia, sempre votata alla difesa dei lavoratori e delle fasce più bisognose, non può che essere all'interno del Pd – chiude Cerrone - poiché mi riconosco interamente nei suoi ideali di progresso e di riformismo. Sono certo che questa scelta darà i frutti sperati, anche perché mi permetterà di lavorare al fianco di personalità, come Titta Giorgi, con le quali ho sempre condiviso battaglie ed ideali politici». Bisognerà vedere come si comporteranno gli alleati di Campoli, a partire dall’Italia dei Valori che, proprio nei giorni scorsi, aveva detto al sindaco che «non servono stampelle e la maggioranza deve restare di 12 consiglieri come da accordi elettorali». Si teme, infatti, che l’ingresso di Cerrone possa compromettere l’equilibrio già fragile della Giunta.
Alessandro Mattei (12/01/2009)
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