«Una boutade». Il Movimento Libero di Iniziativa sociale bolla così la proposta del presidente della commissione trasparenza, Serafino Di Palma, di “aprire le porte” del consiglio comunale sul caso rifugiati politici. «Di cosa si dovrebbe andare a discutere? Ci sono delle indagini in corso, un'inchiesta aperta, delle situazioni che gli inquirenti stanno cercando di ricostruire. Si parla di indagati, di avvisi di garanzia e vengono ipotizzati reati, dall'associazione per delinquere alla truffa ai danni dello Stato. Si sussurra di coinvolgimenti da parte di esponenti politici e di cooperative, riferite più o meno direttamente ad amministratori. La vicenda – affermano Lanfranco Coluzzi e Luigi Gioacchini - è ampia ed interessa non solo il comune di Sezze, ma anche quelli di Bassiano e Roccagorga e, stando a notizie di cronaca, Maenza. Allo stato dei fatti, però, i cittadini sanno ben poco. Ben poco dovrebbero sapere gli amministratori, almeno per quello che riguarda le indagini, che sono naturalmente coperte dal segreto istruttorio. Essendo questa la situazione, l'eventuale "consiglio comunale aperto" di cosa dovrebbe andare ad occuparsi? Si dovrebbe discutere solo di ipotesi, senza conoscere nella sua interezza la vicenda ed i suoi ulteriori sviluppi?». Dovere dell'amministrazione «al di là di queste uscite demagogiche» secondo il Mlis sarebbe invece quello di chiarire tutta quella parte della storia che la interessa e coinvolge. «Dal sindaco di Sezze Andrea Campoli – aggiunge la nota - ancora non arriva una parola sulle dimissioni del suo vicesindaco Umberto Marchionne. In tal modo, di ufficiale è rimasta soltanto la relativa comunicazione che ha pubblicizzato l'atto, quella che fa espresso riferimento all'assessore regionale alle politiche sociali Aldo Forte e ad un impegno presso il suo assessorato, cui sarebbe stato chiamato l'ex vicesindaco. Cosa a tutt'oggi rimasta senza riscontro. Forte continua a tacere come il primo cittadino di Sezze. Tace anche l'Udc provinciale, partito di Forte e Marchionne, sbattuto fuori dalla maggioranza a Sezze insieme al vicesindaco. Tace il presidente della Regione Lazio Renata Polverini, che mantiene il più stretto riserbo su uno scandalo senza precedenti, tace il vescovo della diocesi su una vicenda al centro della quale ci sono poveri cristi provenienti dai paesi africani per essere sfruttati. Ancora non conosciamo, come semplici cittadini, l’entità del flusso di denaro che interessa il caso. Leggiamo di cifre milionarie, ma ancora siamo nel campo delle illazioni». Della richiesta di una commissione di indagine e della proposta del consiglio comunale aperto il Mlis vedo solo un «non-sense». Se delle spiegazioni debbono essere fornite esse fanno date dalla presidente della Regione Lazio Renata Polverini, da Aldo Forte, dall'ex vicesindaco di Sezze nonché ex assessore ai servizi sociali Umberto Marchionne. Così come – chiede Coluzzi e Gioacchini dai funzionari dei vari enti, dalla Regione al Comune, che si occupano di accoglienza.
Alessandro Mattei (25/08/2011)
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