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Case in affitto, più controlli
La proposta di Vitelli è stata respinta

| (Il consigliere Antonio Vitelli)
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In tempi non sospetti rispetto
all’attuale emergenza il consigliere
comunale dell’Udc,
Antonio Vitelli, propose l’adozione
di un regolamento
per la garanzia della civiltà,
della sicurezza e della coesione
sociale. L’obiettivo è quello
di garantire condizioni minime
di civiltà di tutta la nuova
cittadinanza,
mediante questo
atto che, attraverso
strumenti
normativi,
operativi e
sanzionatori
estendesse il
pieno godimento
dei diritti
civici e civili
a tutti gli
appartenenti
della comunità.
Il regolamento, visto il fallimento
delle politiche sin qui
attuate, tendeva essenzialmente
a spostare le responsabilità
dal pubblico al privato.
In maniera particolare attraverso
la verifica dei contratti
di locazione e delle condizioni
igienico-sanitarie degli immobili
affittati. L’esponente
dell’Udc proponeva
che i pubblici ufficiali
procedessero
ad attuare
programmi di
controllo e verifica
dei residenti
regolarmente
dichiarati nei
contratti di locazione,
prevedendo
sanzioni
per ogni persona
non residente nel comune
di Sezze trovata nell’abitazione
oggetto di verifica e non
dichiarata nel contratto di affitto.
Altra sanzione per i proprietari
di quegli immobili che
risultassero inadempienti verso
le condizioni minime di
sicurezza igienico sanitarie.
In entrambe le circostanze si
proponeva una sanzione amministrativa
a carico del proprietario
dell’immobile pari a
5.000 euro. In più si coobbligavano
i locatari al pagamento delle imposte e tasse comunali
non onorate dagli affittuari.
Il regolamento proposto da
Vitelli e sottoscritto dagli altri
componenti di opposizione impegnava
l’amministrazione
ad investire nella formazione
degli agenti della polizia municipale;
a puntare su uno
scambio informativo fra polizia
locale e forze di polizia
nazionale; a valorizzare il lavoro
degli istituti di vigilanza
privata nonché a promuovere
e sostenere finanziariamente
la graduale diffusione di sistemi
di vigilanza. Infine nella
parte prettamente riservata alla
coesione ed integrazione si
chiedeva l’istituzione della
consulta degli immigrati, per
promuovere interventi di politica
sociale volti ad assicurare
uguaglianza del trattamento
all’interno dei servizi cittadini
ed il rispetto dei diritti degli
stranieri, nonché a favorire
l’incontro ed il dialogo tra le
diverse culture e a contrastare
ogni forma di razzismo e di
isolamento etnico e sociale. Il
regolamento e la mozione sono
stati bocciati dalla maggioranza.
G.r. (06/02/2008)
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