Continua frenetica l’attività
di organizzazione della 38° edizione
della Sagra del Carciofo di
Sezze. L’evento popolare si terrà
domenica 22 aprile e si ripromette
di segnare un’inversione
di tendenza rispetto al passato.
Soprattutto per quanto concerne
la fase organizzativa, in cui sono
state coinvolte a pieno titolo le
associazioni del paese lepino,
che stanno portando il loro contributo
di idee per far si che
quella del 2007 sia una Sagra da
ricordare. Nei giorni scorsi,
presso la biblioteca comunale di
Sezze, si è tenuto il secondo
incontro del comitato di coordinamento
della Sagra del Carciofo,
che ha discusso il nuovo
piano organizzativo dell’evento.
L’assemblea ha ribadito la necessità
di puntare ad una Sagra
di qualità, che sia in grado di far
riscoprire le radici, il folklore e
le tradizioni del popolo setino.
La priorità assoluta, comunque,
rimane quella di incentivare la
produzione locale e la promozione
del carciofo «romanesco
», che è famoso per la sua
squisitezza e per
le virtù terapeutiche
e salutari.
Car atte risti che
che gli hanno
fatto acquisire il
riconoscimento
del marchio Igp
e lo hanno reso
celebre prediligendolo,
nel
mercato nazionale,
a tutti gli
altri consimili.
Il marchio Igp
rappresenta per Sezze una carta
vincente, una garanzia nei confronti
del mercato estero, che
vuole sempre prodotti di prima
scelta e di ottima qualità. Il comitato
di coordinamento ha pensato
di far esporre, presso gli
stand che si occuperanno della
ristorazione, delle targhe che indicheranno
tutti gli ingredienti
necessari per la realizzazione
dei piatti tipici, garantendo al
turista la tracciabilità di quei
prodotti che fanno parte del
comprensorio dei Lepini. Si sta
lavorando anche sull’individuazione
di alcune ricette che meglio
possono rappresentare i sapori
della tradizione setina,
creando un menù unico per tutti
coloro che cureranno l’enogastronomia:
«L’obiettivo che ci
prospettiamo - affermano i
membri del comitato di coordinamento
- è quello di valorizzare
e promuovere quei prodotti che
meglio esprimono l’insieme del
patrimonio culinario ed alimentare
del territorio di Sezze e dei
Monti Lepini in genere».
Giovanni Rieti (19/04/2007)
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