«I prodotti legati al territorio, come il carciofo, rappresentano la principale, se non l’unica, possibilità per le nostre imprese agricole di avere uno spazio sul mercato e di superare la crisi. Il rilancio dell’Agricoltura e dei territori oggi è possibile solo attraverso le loro distintività, e Sezze, può vantare dei prodotti di grandissima eccellenza». Interviene nuovamente sulla crisi del comparto agricolo e soprattutto sulla identità setina che rischia di scomparire Vittorio Del Duca, presidente della Coldiretti locale. Del Duca affronta il problema della concorrenza, il più delle volte sleale e quello del mercato globalizzato. «Il carciofo romanesco di Sezze - afferma - è il principe delle eccellenze e la sua squisitezza ha travalicato persino i confini nazionali per giungere nella cucina d’elìte francese e nipponica. Purtroppo, col venir meno del mercato spontaneo a Sezze Scalo e con l’avvenuta globalizzazione, il nostro carciofo sta perdendo anno dopo anno la sua identità e la sua specificità territoriale, né le cooperative locali, eredi naturali di questo mercato sono state capaci di mantenerla, anzi in qualche caso, si sono rese colpevoli di confonderla con prodotti di dubbia provenienza». Non trascurate nemmeno le attività di mercati ortofrutticoli limitrofi, in primo luogo quello di Fondi. «A pochi passi da noi – afferma ancora Del Duca –abbiamo il Mercato di Fondi (MOF) ed il Centro Agroalimentare di Roma (CAAR) dove giungono prodotti planetari indistinti ed indistinguibili che arrivano ad insidiarci anche in casa e che fanno perdere al carciofo di Sezze la sua stintività ed il suo valore lungo la filiera. La riprova ne è che, già dall’inizio dell’anno , le strade del nostro paese, e non solo, sono state invase da carciofi spacciati per locali, mentre nei nostri campi ancora non ne esisteva nemmeno l’ombra».
Alessandro Mattei (18/05/2010)
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