Con una lettera inviata al sindaco di Sezze, al Prefetto di Latina e al Comandante della Polizia Locale, il sindacato Sulpm, per bocca del segretario provinciale, Domenico Paravani, esprime sconcerto e profonda amarezza per quello che definisce «la demolizione del Corpo della Polizia Locale», con un organico ridotto all’osso e costretto a turni di lavoro straordinari (per usare un eufemismo). Il sindacato di categoria della Polizia Locale denuncia il «completo disinteresse» da parte dell’amministrazione comunale in merito alla questione pubblica sicurezza. «Si apprende in queste ore che il 31 dicembre 2008, (come regalo di fine anno?) la Giunta comunale presieduta dal Dott. Andrea Campoli ha decretato la morte del Comando di Polizia Locale. Non bastava il declassamento a “servizio di polizia locale” operato nel giugno del 2006 dalla sciagurata riscrittura della dotazione organica del Commissario prefettizio. Non è stato sufficiente il successivo ricorso al T.a.r. del Lazio, che dando ragione al ricorrente sulla illegittimità di tale “declassamento”, di fatto sconfessava l’operato del Commissario. Non bastava la emorragia che ha dissanguato il Corpo di Polizia Locale con la dipartita del Vicecomandante, di un Istruttore direttivo di Vigilanza e di un Operatore, in barba a tutte le accorate richieste che da più parti auspicavano un rafforzamento della Polizia Locale. L’ultimo atto della Giunta comunale – leggiamo ancora nel comunicato stampa - compie una ulteriore scrematura: rimaneggiando ancora una volta la dotazione organica, si sopprime un posto di vigile urbano (ancora si ignora che tale definizione non esiste più dal lontano 1986) e si trasforma un posto di Istruttore Direttivo di Vigilanza in Istruttore Direttivo amministrativo». Il Sulpm, stavolta, non può far passare sotto silenzio tale «operazione a perdere». La tanto invocata sicurezza pubblica non può esistere, infatti, se non c’è la volontà di invertire la tendenza e se non c’è mobilitazione. «Occorrono politiche che esprimano una programmazione di lungo respiro – aggiunge il sindacato - occorre che il tanto annunciato concorso venga finalmente bandito, occorrono provvedimenti tesi a favorire la permanenza del personale nell’area della Polizia Locale, con una contrattazione separata che, finalmente premi i più meritevoli, finendola definitivamente con la politica del tutto a tutti, foriera di appiattimenti e disaffezioni verso il ruolo cui si è chiamati». Per il segretario Paravani il compito di una organizzazione sindacale è anche quello di denunciare e informare i cittadini circa le «sciagurate scelte politiche che di fatto stanno demolendo una istituzione storica della Città di Sezze». Si viene a sapere, inolrte, che lo status quo della Pm sconfina addirittura nel ridicolo: vi sono cinque autovetture mentre gli addetti alla viabilità sono sette, tra agenti e ufficiali ma, per ragioni di sicurezza e incolumità, una pattuglia deve essere formata da almeno due unità, per cui ci sono più veicoli che agenti in grado di utilizzarli.
Il Sulpm preannuncia che i propri iscritti e rappresentanti, qualora non venga posto un argine a tale atteggiamento, invieranno al Sindaco richieste di “mobilità” in modo da essere destinati ad altri uffici e mansioni. Detto altrimenti: meglio la fine immediata della Pm che una lenta e strisciante agonia!
Alessandro Mattei (20/01/2009)
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