Il direttivo della federazione del
costituente Popolo della Libertà
di Sezze sottolinea e precisa alcune
questioni riguardo alle dichiarazioni
di Titta Giorgi sul tema
del campo nomadi. In primis la
costituente evidenzia che non sono
state le opposizioni ad elaborare
manifesti dai toni e dai contenuti
«minacciosi, ma privi di
ogni fondamento giuridico, in cui
il sindaco, come in un editto bulgaro,
diffidava la cittadinanza anche
dal semplice discutere di un
tema che rientra a pieno titolo
nella tutela degli interessi dei cittadini
e nell’analisi di azioni amministrative
che potrebbero tradursi
in conseguenze negative per
Sezze». Il gruppo di opposizione
evidenzia che non sono state le
opposizioni ad inventare la notizia,
ma una testata giornalistica
che «in caso di diffusione di notizie
false e tendenziose andrebbe
querelata dal sindaco, impegnato
come al solito solo a denigrare i
suoi avversari, per colpire anche
il semplice dibattito e tacitare la
cittadinanza». Il costituente Popolo
della Libertà ricorda diverse
situazioni analoghe, mettendo in
risalto che le allora amministrazioni
di centrosinistra vedevano
Andrea Campoli come segretario
dei Ds e Titta Giorgi come «padre
spirituale». Le minoranze si riferiscono
al ridimensionamento
dell’ospedale, alla chiusura temporanea,
che dura ormai da oltre
nove anni, del reparto di Ostetricia
e Ginecologia; ma anche della
questione legata alla ex Sogeni e
quelle sulla Cirio: «Anche allora
arrivavano smentite quotidianamente
sulla stampa, si facevano
consigli tematici in cui si negava
anche la sola possibilità teorica di
atti amministrativi che, invece,
hanno colpito al cuore Sezze e la
sua popolazione. Anche stavolta,
come lo fu allora, notiamo una
certa difficoltà dell’onorevole
Titta Giorgi, quando, sicuramente
mal consigliato da qualcuno,
attacca le opposizioni definendole
indegne e addirittura i loro
rappresentanti non cittadini setini.
Come se il diritto di cittadinanza
fosse deciso dai soliti noti,
che non compaiono mai in prima
persona, pronti sempre invece a
denigrare personalmente chi fa
politica in un modo che mette a
repentaglio i loro interessi, le loro
posizioni di rendita e tutto quello
che di negativo hanno fatto in
trent’anni, determinando lo stato
di abbandono pietoso in cui versa
il nostro paese e la sua cittadinanza.
Questa nostra azione politica -
conclude la costituente del Pdl -
finirà il giorno dopo che il sindaco
querelerà la testata giornalistica
che ha riportato la notizia,
aggiungendo pubbliche scuse al
nostro capogruppo Roberto Reginaldi,
vittima di una campagna
offensiva e denigratoria».
Giovanni Rieti (07/03/2008)
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