Medici e politica è un
binomio ormai collaudato,
soprattutto nelle amministrazioni
locali. Un medico
di base ha qualche possibilità
in più di farsi conoscere
dai suoi potenziali elettori,
di farsi apprezzare per doti
professionali, per disponibilità
e capacità. E non è un
caso se ad ogni appuntamento
elettorale le liste sono
zeppe di specialisti del
settore sanitario. Queste
elezioni a Sezze ne sono la
dimostrazione lampante.
Nulla quaestio, in un paese
democratico chiunque ha il
pieno diritto di candidarsi a
rappresentare i cittadini.
Ma questo esubero di medici
in politica non va giù a
tutti. In questi giorni sono
comparsi sui muri della città
dei manifesti anonimi,
scritta nera su fondo bianco:
a Sezze la politica è malata
ma non ha bisogno di medici.
Più chiaro di così...
Sul fronte del dibattito politico
si registra sempre su
questo argomento la presa
di posizione di Luigi Gioacchini,
capolista alle elezioni
amministrative di Sezze per
Iniziativa Sociale. «Ormai
ogni giorno assistiamo a
spiacevoli episodi che riguardano
medici e ospedali.
Nonostante il continuo ripetersi
di questi fatti molti
medici si permettono ancora
il lusso di intraprendere
la tortuosa via della politica,
trascurando ulteriormente
la professione, per ottenere
nuovi privilegi ed incarichi
profumatamente remunerati.
Iniziativa Sociale ha più
volte segnalato questa antipatica
anomalia e ribadisce
la propria contrarietà ai medici
in politica. Essi, molto
spesso - affonda Gioacchini
-, utilizzano strutture appartenenti
alla collettività, ed
attraverso atteggiamenti
non consoni alla professione
del medico, condizionano
persone bisognose di cure,
quindi deboli in quel
momento, rendendole ignobilmente
materiale politico.
Una volta ottenute cariche
politiche, diventando controllori
di loro stessi, possono
gestire a proprio vantaggio
questo potere, da bravi
politici, dimenticando di essere
dei medici e di non
potersi permettere di favorire
chi li ha votati, come
invece fanno. Con l'avvicinarsi
delle votazioni qualcuno
di questi, che oltretutto
era amministratore, arriva
anche a criticare il
sistema lavorativo del luogo
dove esercita, come se non
fosse egli stesso corresponsabile,
quanto meno per non
avere mai speso prima una
parola indirizzata al cambiamento.
Oggi, molti medici,
in vista delle amministrative,
furbescamente sostengono
tutto ed il
contrario di tutto pur di essere
eletti e rieletti. Noi siamo
convinti che un bravo
medico non debba cercare
appoggi politici per realizzarsi
e tantomeno debba far
parte di questa politica troppo
spesso fatta di compromessi,
favoritismi e falsità.
Iniziativa Sociale è categorica
in riguardo: basta medici
in politica»
Giovanni Rieti (22/05/2007)
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