 |
Un ritorno in grande quello di
Giuseppe Tornatore, che torna nei cinema con
il suo nuovo
film “Baarìa - La porta del vento”.
Basta dare
un’occhiata ai
numeri per capire
che si tratta
di un vero e
proprio kolossal:
20 milioni
di euro il budget.
230 i membri
della troupe,
203 gli attori diretti,
le comparse
impiegate sono
state 20.000
e le settimane di
lavorazione 25.
Produttori della
pellicola sono il mecenate tunisino
Tarak Ben Ammar e la
Medusa Film.
Il regista, che ha presentato al
festival del Cinema di Venezia
il suo lavoro, non ne parla tanto
come di un affresco, quanto di
una commedia, in cui pian
piano è venuta fuori la vena
comica, tale da
rendere il film
divertente e
malinconico al
tempo stesso.
Sta di fatto che
“Baarìa” racconti
un secolo
di storia italiana,
con le sua
varie fasi, le
due guerre
mondiali, il fascismo,
il comunismo,
e tutti
quei fenomeni
che si sono
avvicendati nel
tempo, connotando
in maniera
diversa i vari
momenti storici
che il regista
prova a raccontare, puntando i
riflettori sulla vita del centro
siciliano, una sorta di microcosmo
che riassume tutti gli
aspetti del più ampio scenario
nazionale.
Ed è normale che il racconto
del passato sia anche un modo
per raccontare, di riflesso, anche
il presente.
E anche se protagonista è la
Sicilia, quella di una volta, che
il regista fa fatica a ritrovare nei
volti e nella gente della sua
terra, è stata una scelta obbligata
spostarsi altrove per realizzare
quel set che ha trovato la
giusta collocazione in Tunisia,
dove la produzione ha spostato
troupe, materiali, cast, per ricreare
un angolo di Trinacria.
così come Giuseppe Tornatore lo ricordava.
Dalla bottega del falegname
di cui faceva il garzone, al
Duomo, dal Bar Aurora al cinema
Vittoria, tutto è stato minuziosamente
ricostruito. Ma
l’ambientazione non tragga in
inganno, dal momento che
“Baarìa” non è un film autobiografico
o, almeno, non solo.
Il personaggio principale (interpretato
da Francesco Scianna)
non rappresenta il regista,
come si potrebbe pensare. Ma
ovviamente tutto il racconto
passa attraverso le emozioni, i
ricordi, le fantasie dell’autore,
filtrate e rielaborate. «In primo
piano ci sono i personaggi – ha
spiegato Giuseppe Tornatore –
che racconto attraverso i sentimenti:
l’amicizia, l’amore, il
tradimento e la vendetta».
Sebbene sia un film corale, in
cui le varie vicende procedono
più o meno parallelamente,
ogni tanto un
personaggio ruba
la scena agli
altri, e per questa
ragione il regista
ha avuto
bisogno di attori
bravi, intensi,
in grado di catturare
l’attenzione
del pubblico
in un solo
istante. «Li abbiamo
provinati
tutti e 200 e portarli
in Tunisia è
stata un’impresa
quasi impossibile
», racconta
Tornatore.
Molti gli attori siciliani ingaggiati
dal regista. Tra questi
Luigi Lo Cascio, i fratelli Fiorello,
Leo Gullotta, Corrado
Fortuna, Aldo Baglio, Ficarra e
Picone, cui si aggiungono Paolo
Briguglia, Raoul Bova, Monica
Bellucci, Margareth Madè,
Laura Chiatti,
Enrico Lo Verso, Nicole Grimaudo,
Gabriele
Lavia, Giorgio
Faletti, Vincenzo
Salemme, Nino
Frassica e molti
altri che hanno
recitato sia in
siciliano stretto
che in italiano.
Baaria uscirà
infatti in una
doppia versione.
In Sicilia e
all’estero sarà
in dialetto con
sottotitoli. Nel
resto d’Italia
sarà in un italiano
“sporco”
di siciliano. Ad
accompagnare le 2 edizioni, le musiche inconfondibili
del maestro Ennio
Morricone.
|