L'articolo 11 del contratto
di fornitura di servizi tra il Comune
di Sezze e il raggruppamento
temporaneo d'imprese
formato dalla «Servizi Cds srl»
potrebbe contenere profili d'illegittimità
costituzionale in relazione
all'articolo 3 della nostra
Costituzione. A sostenerlo è l'avvocato
Alessandro Pucci. «In riferimento
alla correttezza del
procedimento sanzionatorio, vi è
da segnalare - si legge in un
ricorso presentato dal coordinatore
dei legali che si stanno cimentando
con la regolarità delle
procedure derivate dall'applicazione
del codice della strada per
gli autovelox della Sr 156 - la
diversità (disuguaglianza) di
trattamento riservata ai cittadini
che non appartengono e non sono
compresi nel territorio del
comune di Sezze, come se le
contravvenzioni al codice della
strada riguardino solo i cittadini
che risiedono nel territorio ove è
installato l'autovelox, quando invece
ad essere contravvenzionati
sono anche, se non soprattutto,
quanti si trovano a risiedere fuori
dal perimetro urbano. L'art. 11 -
dichiara l'avvocato Pucci - sembra
quasi rispolverare la famosa
‘gabella’ di medievale memoria.
Il cittadino extra-moenia probabilmente
se avesse ricevuto le
necessarie e dovute informazioni,
contrattualmente previste solo
per i cittadini di Sezze, o non
sarebbe passato per quel tratto di
strada della Sr 156 o avrebbe
limitato la velocità a 70 km orari
». Ma al contempo, ricorda
Pucci, l'aggiudicatario s'impegnava
ad inviare un avviso a tutta
la cittadinanza, sia mediante affissione
di manifesti, sia mediante
spedizione a ciascun nucleo
familiare di nota informativa,
circa l'installazione e l'ubicazione
sul territorio comunale dei
nuovi dispositivi di rilevazione
di velocità. Obbligo contrattuale
che è stato disatteso, e la carenza
di pubblicità ed informazione ha
consentito di elevare numerose
contravvenzioni. Mentre moltissimi
automobilisti sanzionati,
non residenti a Sezze, ma nelle
località limitrofe, non vi sarebbe
stata qualsivoglia formale e preventiva
pubblicità. L'ingiustificato
trattamento tra i cittadini di
Sezze (peraltro non informati a
norma di contratto) e gli altri
cittadini non residenti a Sezze, si
configurerebbe così come illegittimo
comportamento dell'Ente,
teso solo a colpire gli sprovveduti
automobilisti».
Elisa Fiore (03/02/2010)
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