L'alta velocità è la causa
dell'ennesimo incidente stradale
che si è verificato ieri a
Sezze. A perdere tragicamente
la vita Ernst Nelu, un operaio
rumeno di 43
anni, residente
nel centro lepino.
Erano da
poco passate le
13.30 quando
un forte boato
ha distolto gli
abitanti di via
Roana dalle loro
faccende.
L'incidente si è
verificato proprio
su questa
via nel punto in
cui incrocia Via
Migliara 45 all'altezza
della
Setina, fabbrica
alimentare
ormai dismessa.
Sono strade
di campagna
che attraversano il cosiddetto
Campo inferiore - nella zona
agricola di Sezze - trafficate
soprattutto da mezzi pesanti e
mezzi da lavoro, non sempre,
quindi, sono nelle migliori
condizioni. Poi le copiose
piogge di questi ultimi giorni
hanno contribuito non poco a
rendere ancora più pericolose
tali vie. Secondo la prima ricostruzione
dei fatti, la Lancia
Libra grigia, guidata da Constantin
Sorin Gorcea 39 anni,
anche egli romeno residente a
Sezze, che fortunatamente è
uscito illeso dallo scontro, dopo
aver urtato con violenza un
cassonetto dell'immondizia e
dopo aver spazzato via una
cabina dell'energia elettrica è
finita dentro il canale Selcella
che attraversa la zona proprio
in quel punto. Niente da fare
per Nelu, mentre sembrano essere
buone le condizioni del
conducente che comunque è
stato trasportato in ambulanza
e ricoverato per maggiori accertamenti.
Tempestivi sono stati i soccorsi che hanno visto
dapprima impegnati i Vigili
del Fuoco che, non senza difficoltà,
hanno tirato fuori l'auto
dal canale in piena per le piogge
di questi giorni. I rilievi di
rito, sono stati eseguiti dagli
uomini del comando della Polizia
stradale di Latina. Rilievi
che hanno confermato il decesso
di Nelu, presumibilmente
avvenuto per asfissia. Sul
posto, allertati dalle forze dell'ordine,
sono arrivati anche gli
amici e familiari dei due rumeni
che alla vista dell'accaduto
sono stati colti da malore. I due
cittadini dell'est erano poco
conosciuti nella zona; lavoravano
nell'edilizia e nell'agricoltura.
Alcune persone, sul
luogo dell'incidente, raccontano
- ancora visibilmente scosse
- che l'auto su cui viaggiavano
i due sembrava quasi impazzita
per via dell'elevata
velocità. Difatti, sull'asfalto
consunto e logoro, reso viscido
da uno spesso strato di fango,
erano ancora ben visibili i segni
della sbandata. La pianura,
a meno di qualche mese, è
ritornata ad essere luogo di
morte e sempre per le stesse
cause: eccessiva velocità su
strade, strette e sconnesse, che
non la permettono.
Alessandro Di Norma (30/11/2008)
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