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Ha suscitato non poca sorpresa l’inusitata partecipazione di pubblico (oltre duecento persone) ad un incontro sulla poesia; l’occasione è stata creata dalla presentazione del libro di Stella Laudadio Celentano “Aracne e le Altre”, presso la sala Santa Monica della Parrocchia Santa Rita di Latina, con il patrocinio morale del MEIC, (Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale).
La presentazione è stata arricchita da un dotto excursus nella mitologia classica, nonché, da una coinvolgente conversazione su temi filosofici tenuta dalla stessa autrice e dalla prof. Angela Paladini, Rino Caputi, Ordinario di Lettere all’Università Roma Tre e dal prof. Luigi Zaccheo, presidente del Consorzio delle Biblioteche dei Monti Lepini.
Stella Laudadio Celentano, con un’impegnativa lirica dall’esplicito titolo “Oggettività dello spirito” apre la raccolta ed i suoi versi si trasformano in analisi, il suo sentire in “testimonial” di un momento di grande e caotica confusione ,che come un baratro sembra attraversare, oggi, gli animi di molti uomini. E, per chi vuole ascoltare indica una strada che è una speranza quando scrive: ‘Nel dedalo di scelte etiche/ il messaggio salvifico di Cristo/ Nella società complessa./ il sacro si oppone al caos./ Riemerge Dio dal lungo esilio”.
“Arcne e le altre” è una coltissima raccolta di versi che si snoda sulle figure della mitologia, i cui nomi, gli stessi che in cielo hanno gli astri, rappresentano: mappa ed emblema, cangiante puzzle di emozioni e sentimenti, di coraggio e codardia, di gloria e miseria, dell’Universo: uomo. ‘ Esseri invisibili accolsero Psiche./ Dove inizia l’umana vicenda?/ Tra fronzoli e pizzi sgualciti?/ Tutto, tutto vive d’incantesimo/ il domani è follia”. Con versi incantati come questi tratti da “Psiche alla ricerca dell’amore divino” Stella ripropone gli eterni dilemmi che attanagliano il cuore dell’uomo.
Dal mito e la parola, strettamente uniti – scrive, Nievo nel suo”Gli ultimi cavalieri dell’Apocalisse” – [---] sgorgava sinuosa la mitologia, biografia del destino, intrecciando il racconto che ognuno fa di sé”.
Nelle rime di “Aracne e le altre”, noi, vi abbiamo scorto un comune denominatore: la“biografia”, dell’universo femminile; ravvisato, un anelato e mai raggiunto sogno-bisogno di libertà e franchezza, vi abbiamo letto l’inesausto coraggio delle donne. Veicolato da una contraddizione che affascina: il pagano mondo degli dei che si fa istanza, portatore di un bisogno di fede, espressa con intimo e profondo convincimento dai versi di un’autrice di solida e salda fede religiosa cristiana cattolica. Scrive - a tal proposito, Angela Paladini, nella prefazione – “versi di contenuto più che filosofico, fondamentalmente religioso. E cosa significa vera fede? E’ uscire dallo spirito stretto, dal bigottismo chiuso, dalla paura delle idee, dal panico delle parole; dal sentimento religioso sommerso nell’abitudine…”
ARACNE E LE ALTRE
Stella Laudadio Celentano
Ed. Consorzio Biblioteche Monti Lepini
pp.48
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