Le segreteria dei DS e quella Margherita setina lanciano un appello per la costruzione del Partito Democratico. Il diessino Cristian Santia e il margheritino Luigi De Angelis aprono alla città, ai cittadini in vista del nascente partito, della grande sfida. "Occorre mettere in gioco noi stessi - leggiamo nel documento - con generosità e passione, mettendo da parte una lunga storia politica abituata alle separazioni più che agli incontri, per unire le culture e le forze riformiste del nostro Paese. Abbiamo di fronte a noi una sfida fondamentale per il futuro politico del nostro paese e dobbiamo sentirne fino in fondo il peso della responsabilità. Dobbiamo costruire per l'Italia e per Sezze un partito forte e coeso, che sia asse fondamentale, fattore di guida e di stabilità politica. Vogliamo unire tutti coloro che ispirano la propria azione politica, sociale e culturale ai valori e alle idee comuni e condivise del riformismo democratico e solidale. Vogliamo conciliare - proseguono - e non annullare le diverse tradizioni, culture e scuole di pensiero che possono e debbono mantenere le loro diversità, perché solo così possono rappresentare una ricchezza inestimabile".
Santia e De Angelis intendono costruire anche a Sezze un Partito Democratico pensato e progettato al servizio del bene comune, "che sia la casa e la scuola di una nuova laicità, il luogo in cui tutti i cittadini possano sentirsi rappresentati, a qualunque fede, etica e cultura appartengano; una laicità che si faccia carico del pluralismo e delle diversità etiche, culturali e religiose, che ogni giorno sperimentiamo e viviamo, che caratterizzano anche la nostra realtà cittadina e che va ulteriormente arricchendosi per la presenza di nuovi cittadini stranieri". Spazio va dato alle donne, al "genio femminile". I primi partiti della città non possono più accettare che "le donne operino ai margini della vita politica o che siano escluse dalla partecipazione e dall'assunzione di funzioni di direzione politica e amministrativa".
"Vogliamo un Partito che sia luogo di incontro e di confronto fra le generazioni - scrive ancora Santia e De Angelis - che sappia valorizzare e coniugare la ricchezza inestimabile dell'esperienza con l'entusiasmo e la capacità innovativa delle nuove generazioni, dei giovani. Vogliamo riappropriarci della voglia di costruire insieme il nostro futuro, il nostro destino".
Per l'appuntamento di ottobre, alla comunità setina, si chiede di avere coraggio, impegno e responsabilità: occorre mettere al servizio della città nuove intelligenze, con un messaggio: "Non è più accettabile il disimpegno: il bene comune è affare nostro, di tutti!".
Alessandro Mattei (07/08/2007)
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