Alleanza nazionale di
Sezze ritiene opportuno fare
chiarezza sulla vicenda relativa
alle dimissioni del consigliere
comunale Antonio Piccolo,
in quanto gli iscritti, i
simpatizzanti e gli elettori del
partito reclamano chiarezza e
verità: «Piccolo e la sua cricca
dal 2005, data in cui fu nominato
commissario da Pedrizzi,
dopo il lavoro del precedente
direttivo presieduto da Leone
Caetani, fino alle sue dimissioni,
non è mai stato in grado di
fare nulla, se non inaugurare il
circolo Fabrizio Quattrocchi,
riuscendo a tenere il partito
commissariato fino ad oggi,
evitando astutamente di affrontare
un democratico congresso.
E già! Per vincere un
congresso non basta una semplice
nomina».
A parlare in questi termini
sono diversi iscritti di Alleanza
nazionale che hanno prodotto
un documento congiunto nel
quale non sono affatto teneri
con il consigliere dimissionario:
«Probabilmente ora la piccola
ciurmaglia, non sentendosi
pronta ad un confronto leale,
ha preferito abbandonare la nave.
Lo facessero in silenzio,
almeno, e con la coda tra le
gambe. Invece tante parole
spese demagogicamente per
nascondere il proprio fallimento.
La responsabilità del crollo
elettorale di An è tutta sua -
continua il documento - infatti
durante tutto il tempo della
gestione Piccolo il partito è rimasto immobile. Mai si era
vista una lista così poco rappresentativa.
L’attività dell’allora
commissario è stata tutta
tesa alla sua elezione, a qualunque
costo. Oggi, demagogicamente,
parla di altrui responsabilità,
essendo invece il principale
artefice del calo dei
consensi».
Gli iscritti di An non si curano
più di tanto di quello che è stato
definito un esodo dal partito e
della chiusura del circolo Fabrizio
Quattrocchi: «Stiano
pur tranquilli certi personaggi:
nessuno formulerà teoremi per
evitare la loro fuoriuscita. Finalmente
il partito alleggerito
dalla zavorra sarà libero di indire
il proprio congresso, più
volte richiesto dagli iscritti e
mai indetto da Piccolo. An di
Sezze - continua il documento
- non ha subito nessuna frantumazione.
Il partito ha perso
solo un consigliere silenzioso.
Partendo dall’assunto che abbandona
ha sempre torto, nonostante
i suoi 280 voti circa,
paradossalmente il consigliere
Piccolo è il vero perdente. Non
ha saputo raggiungere l’agognata
leadership del partito,
ma soprattutto ha perso la sua
credibilità. Appena eletto e già
fuori da An, continua a millantare
una appartenenza alla destra,
tentando di prendere ulteriormente
in giro gli elettori».
Per gli iscritti di An il vero
vincitore in questa storia è solo
il partito di Fini: «Ormai libero
da ogni ingerenza interna non
ha subito uno sfascio, ma un
nuovo impulso. Tanto che tutti
quegli elettori ed attivisti di
destra, finora delusi, stanno riproponendo
la loro solidarietà
e la loro rinnovata voglia di
fare politica».
Giovanni Rieti (30/10/2007)
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